6.0
- Band: FINNR'S CANE
- Durata: 00:40:36
- Disponibile dal: 01/11/2013
- Etichetta:
- Prophecy Productions
- Distributore: Audioglobe
Proseguendo l’oramai accessibile confine tra black metal e post rock, i canadesi Finnr’s Cane tornano a farsi sentire con il loro secondo album, “A Portrait Painted By The Sun”. Dopo il non esaltante esordio di tre anni fa, fondamenta di un progetto al quale la Prophecy ha creduto fin da subito, il trio dell’Ontario torna in una veste rivisitata, molto più incline al versante black delle proprie influenze, anche se come sempre non mancano le classiche suggestioni folk ad ammorbidire il lato più introspettivo del pacchetto. I vicini di casa Agalloch sono sicuramente i primi indiziati circa le ispirazioni percepibili lungo l’ascolto di un disco che accantona il costante apporto del violoncello per dare libero sfogo ad una sezione ritmica spesso crudele e furente, certamente più “svincolata” dagli schemi scrupolosi del precedente “Wanderlust”. A fronte di questo e della scelta di non sotterrare del tutto il lato più soft della proposta, non è ben chiaro dove la band voglia andare a parare: l’impressione è quella che si fatichi a trovare un campo professionale da sviluppare secondo logica e gusti musicali dei singoli, finendo per mettere in piedi un calderone dove potrebbe esserci di tutto e niente allo stesso tempo. Sembra che manchino personalità e maturità necessari per affrontare la materia con quel qualcosa in più per rendere il tutto interessante anche ad orecchie navigate, difetti che si manifestano attraverso brani ben eseguiti ma un tantino freddi come “Time Is A Face In the Sky”. Diversamente, fanno buona impressione episodi letteralmente rubati alla band di John Haughm e Don Anderson (vedi “A Promise In Bare Branches) non originali ma sempre goduriosi per i divoratori di certe trame. La strada è ancora lunga per poter dire qualcosa di realmente concreto all’interno della sempre più folta schiera e, sinceramente, dopo due dischi da piatta sufficienza, la nostra paura è quella che i Finnr’s Cane si siano già accontentati di essere dei semplici mestieranti. Speriamo di ricrederci.
