7.5
- Band: FLESHCRAWL
- Durata: 00:43:31
- Disponibile dal: //2001
- Etichetta:
- Metal Blade Records
- Distributore: Audioglobe
Che sorpresa, questo nuovo album dei tedeschi Fleshcrawl! Appena si schiaccia il tasto “play” si viene investiti da un vero e proprio assalto sonoro nel più classico stile old school death svedese, con chitarre ronzanti e taglienti che richiamano immediatamente la lezione di Stoccolma. La tripletta iniziale, composta dalla title track, “Dying Blood” e “Carved in Flesh”, è davvero micidiale, una palata in faccia degna dei migliori Dismember: riff serrati, cambi di tempo azzeccati e una carica devastante che mette subito in chiaro le intenzioni della band.
Le canzoni successive non sono certo da meno e mantengono alto il livello qualitativo, valorizzate inoltre da un’ottima produzione curata dalla stessa band insieme a Pelle Saether degli Underground Studios. Il risultato è un suono potente e definito, ma con quel giusto grado di sporco e ruvidità che riporta direttamente all’estetica dei Sunlight Studios: il timbro delle chitarre, in particolare, è un vero tuffo nel passato.
Nonostante non propongano nulla di realmente nuovo, i Fleshcrawl dimostrano di essere una formazione solida e consapevole dei propri mezzi, capace di evitare la trappola della monotonia. Il songwriting, infatti, riesce a mantenere viva l’attenzione grazie a continui cambi di ritmo, inserti melodici ben dosati e una costruzione dei brani che privilegia l’impatto senza rinunciare alla varietà. Si passa così con naturalezza da sfuriate velocissime a midtempo pesanti e cadenzati, tra cavalcate in doppia cassa e momenti più “aperti” – per quanto il termine possa sembrare relativo in un contesto simile.
Su tutto svetta la prova vocale di Sven Gross, autore di un growl profondo e aggressivo, perfettamente in linea con il mood dell’album. Da segnalare infine la riuscita cover di “Metal Gods”, reinterpretata in chiave Fleshcrawl con grande rispetto ma anche con una personalità ben definita.
In definitiva, un lavoro che non reinventa il genere ma lo celebra con passione e competenza: uno dei migliori esempi di old school death metal usciti quest’anno.
