FLESHPRESS – Acid Mouth Strangulation

Pubblicato il 18/12/2011 da
voto
7.0
  • Band: FLESHPRESS
  • Durata: 00:36:02
  • Disponibile dal: 26/10/2011
  • Etichetta: Svart Records
  • Distributore:

Vi mancano gli ormai dissoluti Minsk? Magari i Minsk vi avevano anche un pò deluso e annoiato con le ultime uscite e cercavate una proposta simile, ma più intensa e imprevedibile? Se avete risposto sì ad entrambe le domande, allora non potete perdervi “Acid Mouth Strangulation” il quinto full-length degli psychedelic crusters finlandesi Fleshpress. E se non siete mai stati dei fan della band americana, ma amate il crust più visionario (quello a cui il suffisso “punk” è stato rimosso), il doom metal più contaminato e corroso, fatevi sotto ugualmente, perchè “Acid Mouth Strangulation”, quinto full-length dei finlandesi, somminstra quantità debordanti di basse frequenze strazianti, magma sonico incontrollato, furia iconoclasta, e intrippamenti cerebrali di ogni sorta. Le tre tracce, mediamente intorno ai dieci minuti di durata l’una, che vanno a comporre il lavoro, sicuramente rappresentano una sfida da non sottovalutare, ma ritagliato uno spicchio adeguato di tempo, e aperta la mente a dovere, questo album vi risucchierà in un intraverso storto, obliquo e piegato in cui presente e futuro della psichedelia e del doom metal si fondono in unico vortice, in una catarsi di distruzione e contorsione mentale infinita. I Fleshpress vivono in dualismo disumano, e la loro musica à straziata; lacerata nel mezzo da due forze che tirano incontrollate in direzioni opposte, l’una cercando di annichilire l’altra a ogni costo, ma con nessuna delle due che riesce a prevalere. Immaginate i Pink Floyd di “Atom Heart Mother” impastati con gli Amebix più apocalittici di “Monolith”, e striati poi con tagli verticali e e lacerazioni continue di Khanate, Burning Witch e Thou, e non sarete lontani dall’aberrazione musicale che è “Acid Mouth Strangulation”. Il disco sorprende sia per il buon gusto messo in campo nello sviluppare le sontuose fluidificazioni psichedeliche del quale è pregno, soprattuto grazie ai vai tribalismi esoterici della sezione ritmica (da qui il rimando ai Minsk), sia per l’odio crust-doom che è in grado di sprigionare all’improvviso, con repulsione e sdegno totale. Sorprendente come queste due anime opposte riescano tutto sommato a sopravvivere armoniosamente in uno spazio così ristretto; ma tanto è, e il risultato a tratti confonde, ma molto più spesso esalta.

TRACKLIST

  1. Glass Trails
  2. Copper Eye
  3. Oblivion Persistent
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