FLEURETY – The White Death

Pubblicato il 27/10/2017 da
voto
7.0
  • Band: FLEURETY
  • Durata: 00:43:11
  • Disponibile dal: 27/10/2017
  • Etichetta: Peaceville
  • Distributore: Audioglobe

Tornati recentemente sulle scene con la raccolta dei singoli da loro prodotti negli ultimi otto anni, i Fleurety sembrano chiaramente intenzionati, a questo giro, a restare tra noi a pieno titolo. Se infatti “Inquietum” risultava una collezione senza troppa continuità e decisamente vittima della schizofrenia compositiva dello storico duo, questo nuovo album di inediti ha tutte le carte in regola per recuperare con dignità e senso compiuto l’eredità dei due seminali album sfornati da Svein e Alexander più di tre lustri addietro. “The White Death”, chiaramente, non risponde ai canoni del black metal più tradizionale, e basta l’ascolto della title-track posta in apertura per rendersene conto: il blastbeat si mischia a tempi dispari e la roca voce di Svein si alterna ad eteree linee vocali femminili e a un flauto panico nella costruzione di un incubo sonoro decisamente avanguardistico. Si muove su coordinate simili, fatte di sperimentale cupezza, anche la successiva “The Ballad of Corpernicus”, ma nel resto del lavoro si cede a territori decisamente progressive (con mille distinguo): in “Future Day” o “Ambitions Of The Dead” il flauto diventa infatti centrale, quasi vicino a certe band prog anni Settanta, mentre nell’evocativa “Trauma” i Fleurety trovano la quadratura del cerchio tra melodia e riffing forsennato. Del resto, come sostenuto candidamente dalla band, loro suonano musica “nello stile dei Fleurety”, quindi nessuna sorpresa se nei tre quarti d’ora che compongono questo album trovano parimenti posto sfuriate brutali (“Lament Of The Optimist”, forse il pezzo migliore del lotto) o passaggi free jazz (“The Science Of Normality”) virati al nero e alla follia senza soluzione di continuità. La conclusiva “Ritual of Light and Taxidermy”, curiosamente dedicata a un maestro di tennis polacco (sic), ritorna infine circolarmente all’inizio di questo peculiare viaggio, tra cantato operistico e ritmiche degne di Schoenberg, quasi a confermare che parlare di un sound ortodosso, per questa band, è molto relativo. Certo, la lunga assenza si fa sentire, e forse la loro folle originalità ha avuto fin troppi epigoni, negli anni intercorsi; ma se i Fleurety riprenderanno una produzione musicale costante, ne sentiremo sicuramente delle belle.

TRACKLIST

  1. The White Death
  2. The Ballad Of Copernicus
  3. Lament Of The Optimist
  4. Trauma
  5. The Science Of Normality
  6. Future Day
  7. Ambitions Of The Dead
  8. Ritual Of Light And Taxidermy
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