7.0
- Band: FLOWING TEARS
- Durata: 00:40:02
- Disponibile dal: /11/2007
- Etichetta:
- Ascendance Records
- Distributore: Audioglobe
I gothic metallers tedeschi Flowing Tears rompono il silenzio degli ultimi anni (non pubblicavano qualcosa dal 2004) con “Invanity”, live album registrato durante un concerto semi-acustico tenuto nella Passionskirche, una chiesa di Berlino. Il disco rappresenta la prima uscita per la neonata etichetta Ascendance Records, label fondata e gestita da quel Lee Barrett già responsabile della celebre Candlelight Records. Senz’altro un buon primo passo per questa nuova casa discografica, visto che “Invanity” si rivela un lavoro curato e interessante. Come accennato, non siamo infatti alle prese con un normale live album, bensì con la registrazione di uno show semi-acustico. Sulla scia di quanto fatto da The Gathering qualche tempo fa, i Flowing Tears hanno infatti modificato e riarrangiato alcuni brani dei loro ultimi tre full-length, conferendo a questi ultimi delle sfumature e delle atmosfere totalmente inedite, generate in particolar modo da un gran lavoro di piano e tastiere. Decisamente degno di nota il risultato finale, sia per quanto riguarda i pezzi estratti dall’acclamato “Serpentine”, sia, soprattutto, per quelli risalenti a “Razorbliss”, i quali non avevano troppo convinto nelle loro versioni originali. A livello vocale, continuiamo ancora oggi a preferire l’operato della vecchia frontgirl Stefanie Duchêne, tuttavia non si può dire che l’ugola di Helen Vogt – nella band ormai da quattro anni – sia del tutto disprezzabile. Tutto sommato convincente, la sua performance, soprattutto all’altezza delle due cover: la coraggiosa “Dead Skin Mask” degli Slayer e “The Weeping Song” di Nick Cave, traccia, quest’ultima, registrata in studio e cantata anche dall’amico Johan Edlund dei Tiamat. Insomma, se avevate dato i Flowing Tears per morti, “Invanity” sarà senza dubbio in grado di farvi ricredere… davvero un buon CD!
