FLYING COLORS – Flying Colors

Pubblicato il 22/04/2012 da
voto
6.5
  • Band: FLYING COLORS
  • Durata: 00:59:38
  • Disponibile dal: 02/04/2012
  • Etichetta: Mascot Records
  • Distributore: Edel

Quasi in contemporanea con il bel lavoro targato Adrenaline Mob, ecco che arriva nei negozi un altro progetto di Mike Portnoy, i neoformati Flying Colors, con il loro omonimo disco di debutto. Manco a dirlo, la formazione di questa nuova realtà musicale è composta ovviamente da grandi nomi, che già solo con la loro presenza garantiscono la concreta possibilità di un prodotto curato e ben suonato. Questa volta ad essere della partita sono nomi disancorati dalla scena metal vera e propria ed orbitanti invece attorno a quel pianeta definibile come rock duro, con particolare attenzione alla sua scena più progressiva. Abbiamo così in formazione delle realtà solide del progressive rock & metal come Mike Portnoy e Neal Morse, impegnati rispettivamente con batteria e tastiere ed entrambi alle prese con linee vocali sia soliste che di supporto, accompagnati nell’avventura da Dave LaRue (Dixie Greg), Casey McPherson (Alpha Rev) e dallo strabiliante ed eclettico chitarrista Steve Morse (Deep Purple, tra gli altri). Considerato il background dei nomi qui citati, ci aspettiamo un album di classe, costruito intorno alle singole capacità strumentali ed influenzato da sonorità progressive e rockettare, derivabili dalle varie band di appartenenza dei singoli. In realtà, questo risulta verificato solo per metà e, dopo ripetuti ascolti, potremmo definire “Flying Colors” come un interessante intreccio tra hard rock e rock progressivo, ma con iniezioni di metal e… pop. Esatto, anche pop, in quanto le tentazioni mainstream intuibili nei pezzi di maggior accessibilità come “The Storm” e “Love Is What I’m Wainting For” sembrano derivare proprio da quell’ambiente. E se il sound più metallico lo vediamo legato indissolubilmente a quelle costruzioni più massicce come la pesante “Shoulda Coulda Woulda” e soprattutto la bella “All Falls Down”, il resto del disco è qualcosa che sembra rimbalzare tra i due “Testimony” a firma Neil Morse e l’ultimo “Whirlwind” della premiata ditta Transatlantic. Adeguatamente introdotto dalla bella opener “Blue Ocean” e concluso nel migliore dei modi con il masterpiece “Infinite Fire”, “Flying Colors” è un album di fin troppo ampie vedute, che fa convivere in maniera tutto sommato degna influenze diverse tra loro e che condisce il tutto con prestazioni strumentali al solito eccellenti, sulle quali spicca quella davvero superba di Steve Morse, impeccabile su tutti gli assoli. Quello però che alla fine risulta mancare a “Flying Colors” è quella compattezza ed uniformità che invece gli Adrenaline Mob mostrano orgogliosamente con il loro metal moderno carico di groove. Anche se in “Flying Colors” troviamo momenti oggettivamente interessanti e piacevoli (“Infinite Fire” è un capolavoro senza ombra di dubbio), oggettivamente esso rimane comunque un disco che offre un ventaglio di scelte troppo ampio, che porta l’ascoltatore ad ascoltare principalmente i pezzi di proprio gusto, tralasciando magari gli altri. Un album fatto per piacere un po’ a tutti, potremmo dire, ma di cui è difficile innamorarsi in toto. Al di là di questo difetto, però, l’avrete capito, “Flying Colors” è un altro fulgido esempio di ottima musica, che fa della straordinaria classe dei membri che su esso suonano e dell’ottimo songwriting i propri punti forti. Consigliato non soltato ai fan di Portnoy, ma anche a tutti coloro che della musica rock apprezzano anche il lato più melodico e meno duro, nonché a tutti quelli che non disdegnano brevi puntate in sentieri che un po’ si discostano dal nostro caro metal.

TRACKLIST

  1. Blue Ocean
  2. Shoulda Coulda Woulda
  3. Kayla
  4. The Storm
  5. Forever In A Daze
  6. Love Is What I’m Waiting For
  7. Everything Changes
  8. Better Than Walking Away
  9. All Falls Down
  10. Fool In My Heart
  11. Infinite Fire
1 commento
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