6.5
- Band: FOCUS INDULGENS
- Durata: 00:54:58
- Disponibile dal: 23/12/2011
- Etichetta:
- Doomymood Records
Nonostante ormai siano in giro da una vita, sebbene il debutto sulla lunga distanza sia avvenuto solamente lo scorso anno, i Focus Indulgens ci stupiscono per la volontà di rivedere una proposta musicale che appariva ormai ben consolidata entro solide mura doom. Il nuovo “Hic Sunt Leones”, invece, si dipana lungo sonorità sempre piuttosto ossianiche, ma che allargano lo spettro musicale dei Nostri andando a comprendere una discreta dose di dark settantiano e, soprattutto, massicce iniezioni di progressive rock di matrice italiana; oltre a ciò – o forse proprio in funzione di questo – ci pare leggermente accresciuto anche il tasso epico del loro sound, che ha le proprie radici nei migliori lavori dei Manilla Road. Un’altra rivoluzione copernicana è rappresentata dai testi cantati in italiano, la qual cosa avvicina la band a realtà quali Abiogenesi, Akron e The Black. Il nuovo lavoro non è affatto male e comunque potrebbe tranquillamente piacere a chi già aveva apprezzato le precedenti uscite della band. Certo, alcuni difetti sono fin troppo evidenti, primo tra tutti la performance non esattamente positiva di Carlo Castellani. Il singer è dotato di un buon istrionismo, che però non sempre è sostenuto da corde vocali all’altezza; soprattutto sulle ottave più alte, la voce di Carlo fatica a trovare pienezza ed equilibrio. A prescindere da questo, “Hic Sunt Leones” rimane un buon album di prog rock darkeggiante, violentato da sonorità tipicamente heavy. All’interno delle composizioni non troverete mirabilie strumentali, quanto piuttosto delle strutture tipicamente prog che hanno fatto la fortuna di band quali Le Orme e Balletto Di Bronzo. Alcune linee melodiche non ci sono piaciute, ad esempio troviamo piuttosto banali quelle di “Un Profeta Dal Cosmo” o fin troppo elaborate quelle di “Il Re E La Quercia”. Buoni, invece, l’afflato doom rock di “Figlio Di Cagna”, le alternanze ritmiche di “Calendimaggio” ed i passaggi sognanti di “Era Autunno”. La suite finale – divisa in quattro parti – contiene al proprio interno alcuni passaggi encomiabili, come l’armonica di “Povero Piccolo Pellegrino” od il finale strumentale denominato “E Quindi Uscimmo A Riveder Le Stelle”. Una produzione non perfetta, ma piuttosto calzante al contesto, rende i brani del lavoro tutto sommato old school, cosa che i maniaci di certe sonorità di certo apprezzeranno. Plaudiamo quindi ai Focus Indulgens, certi che la strada da loro intrapresa sia quella giusta, nonostante qualche pecca di troppo che ci fa dire che questo “Hic Sunt Leones” è solo un album discreto, quando c’erano tutte le possibilità per renderlo più che buono.
