7.5
- Band: FOMENTO
- Durata: 00:28:00
- Disponibile dal: //2008
E’ realmente necessario menzionare nazionalità, etichetta, numero di friends sul MySpace, quando un album di debutto, autoprodotto per giunta (!), è tanto sfacciatamente notevole? Soddisfatevi in proprio queste curiosità, a chi scrive piace sottolineare quanto “Either Caesars Or Nothing” dei Fomento si infranga sui vostri corpi di carne e ossa come un pesante scudo spartano sin dall’opener “The Die Is Cast” (“Il dado è tratto”), concentrato di modern metal che unisce un riffing palesemente slayeriano al groove di maestri come Machine Head e Lamb Of God, imbastardito da liriche dirette e hardcore: Slayercore come piace al gruppo definirsi… ma anche le etichette pretenziose non fanno sostanza, la parte utile è tutta delle nove tracce che si susseguono nella breve, sanguinante raccolta del quartetto. Con testi che citano storia, vangeli e leggende, passando per più schietti manifesti anti-emo, i Fomento sanno muoversi, sempre a testa alta, tra territori thrash, hardcore e death mantenendo una continuità esaltante e una coerenza inaspettata, infarcendo i brani di breakdown interessanti (una rarità vista la saturazione della scena), ritornelli distruttivi, assoli ispirati. Da citare le cavalcate di “Kill Fashioncore” e “Menticide”, i chorus furiosi di “Welcome to the Brotherhood” e “Faithless”, lo stacco assassino di “The 13th Demon” e in generale lo spessore granitico dei 28 minuti suddivisi in nove capitoli di violenza. Tom Araya è il loro Elvis, unitevi a loro nella fratellanza di un fantastico moshpit che ha le sembianze di una battaglia tra Sparta e l’esercito Romano.
