FORBIDDEN – Omega Wave

Pubblicato il 02/11/2010 da
voto
7.5
  • Band: FORBIDDEN
  • Durata: 01:01:33
  • Disponibile dal: 22/10/2010
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Tredici lunghi anni, questo è il tempo passato dall’ultima pubblicazione ufficiale del quintetto californiano dei Forbidden, autore di due capisaldi del thrash come “Forbidden Evil” e “Twisted Into Form” e tramontato con due album non totalmente riusciti e poco compresi all’epoca come “Distortion” e “Green”. I presagi di una possibile rinascita erano apparsi chiari sin dall’infuocata performance di un paio d’anni fa a Torino, ma ora che abbiamo tra le mani “Omega Wave” possiamo definitivamente dire che l’attesa è stata ripagata nel migliore dei modi: assoldati due purosangue come Steve Smyth (Testament, Nevermore) e Mark Hernandez (Vio-lence, Defiance, Heathen), il trio redivivo Locicero/Anderson/Camacho sembra essere tornato per rimanere. “Omega Wave” miscela in maniera intelligente e personale quanto di buono fatto in passato dalla band, alternando sfuriate thrash a pezzi più lenti e granitici dove l’atmosfera e coinvolgenti melodie prevalgono sul senso assoluto di velocità: se i thrasher più incalliti troveranno pane per i loro denti nella ferocia di pezzi come “Forsaken at The Gates” e “Adapt Or Die”, è impossibile non rimanere colpiti dal dinamismo di pezzi come la massiccia “Overthrow” (gran lavoro di batteria di Hernandez) o la cangiante “Swine”, dove riecheggiano barlumi della seconda parte della carriera della band di Hayward. Se dal punto di vista strumentale c’è ben poco da recriminare ai quattro strumentisti della formazione, bisogna altresì elogiare la prestazione di un Russ Anderson, decisamente sopra le righe: pur non disdegnando qualche incursione nell’utilizzo di tonalità più basse, il biondo-crinito singer dimostra di avere un’ottima padronanza del proprio registro vocale interpretando in maniera viscerale i pezzi e mostrando abilità e carisma da far invidia a tanti giovani colleghi. Il viaggio nella nuova dimensione dei Forbidden continua con pezzi da novanta come “Dragging My Casket”, “Hopenosis” ed “Immortal Wounds”, dove viene a galla il lato più progressivo e complesso dei Forbidden fatto di numerosi cambi di tempo e lunghi intermezzi strumentali: “Omega Wave”, dall’alto dei suoi sessanta minuti tondi, va preso a piccole dosi ed assaporato nelle sue innumerevoli sfaccettature, non semplici da assimilare nell’immediato, ma sicura garanzia della caratura e longevità del lavoro. Le ultime note del lavoro non vedono grossi cali qualitativi se non per la non propriamente convincente “Behind The Mask”, debitamente bilanciata dall’ottima “Inhuman Race” e dalla titletrack, forse uno degli episodi più feroci mai partoriti dalla band: completa il quadro sonoro una produzione potente e cristallina, forse eccessivamente incentrata sul muro sonoro creato dalle chitarre, tanto che spesso e volentieri il basso di Matt Camacho stenta ad emergere dalla matassa sonora. “Omega Wave”, seppur con qualche lieve sbavatura ed una durata forse eccessiva, rimane comunque un ritorno sulle scene degno di nota, capace di riportare in auge il nome Forbidden, forse troppo spesso relegato in secondo piano nel corso degli anni a causa di una carriera non sempre sulla cresta dell’onda: speriamo che questo ritorno sulle scene non sia destinato ad eclissarsi nel nulla e che la band continui a fornirci prestazioni di tale calibro. Inutile dirlo: bentornati Forbidden!

TRACKLIST

  1. Alpha Century
  2. Forsaken At The Gates
  3. Overthrow
  4. Adapt Or Die
  5. Swine
  6. Chatter
  7. Dragging My Casket
  8. Hopenosis
  9. Immortal Wounds
  10. Behind The Mask
  11. Inhuman Race
  12. Omega Wave
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