FOREIGN – The Symphony Of the Wandering Jew Part II

Pubblicato il 12/12/2020 da
voto
7.0
  • Band: FOREIGN
  • Durata: 01:13:01
  • Disponibile dal: 04/12/2020
  • Etichetta:
  • Pride & Joy Music
  • Distributore: Audioglobe

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Una rock opera intensa e ricercata che cerca di appassionare con oltre settantatre minuti di musica; “The Symphony Of the Wandering Jew Part II” è la seconda parte di una trilogia e segue il disco di debutto pubblicato nel 2014. Come ogni release di questo tipo che si rispetti presenta una lunga schiera di ospiti, in questo caso se ne contano ben quaranta tra i quali spiccano sicuramente i nomi di Leo Margarit (Pain of Salvation, Epysode) alla batteria, Mike Lepond (Symphony X, Silent Assassins) al basso e una manciata di cantanti di gran classe come Zak Stevens (Circle II Circle, Savatage, TSO), Andy Kuntz (Vanden Plas) e Tom S. Englund (Evergrey). Dietro a questo lavoro mastodontico si cela Ivan Jacquin (Psychanoïa, Amonya, Magnesis) artista francese che non solo si è occupato del songwriting ma si è ritagliato il suo – meritato – spazio al microfono ed alle tastiere. Insomma i Foreign sono un progetto molto interessante che getta le proprie basi all’interno della scena progressive e symphonic rock ma che non disdegna qualche passaggio tipicamente metal. Dal punto di vista lirico la storia è tutt’altro che banale e segue le vicende di Ahasverus, un uomo condannato a vivere in eterno per aver rifiutato di abbeverare un crocifisso Gesù, viaggiando nel tempo attraverso la Guerra Santa, passando per Cristoforo Colombo e le terre nordiche dominate dai Vichinghi fino ad arrivare alla Rivoluzione industriale francese. Tematiche ricercate a braccetto con musiche sofisticate e raffinate, che necessitano sicuramente una certa attenzione per essere apprezzate.
Dopo una breve intro medievale si parte con il rock sinfonico, ricco di pathos ed orchestrazioni trionfali, di “Rise 1187”, con echi di Queen e Kansas. Subito troviamo una struttura dinamica dove sono molteplici i personaggi e di conseguenza le voci che si intrecciano. Più solida, condotta da riff più presenti e corposi, ma sempre accompagnata da vaste sinfonie, colpisce l’epico midtempo “Mariner Of All Seas”, che nel finale lascia spazio ad un roboante folk rock spinto da flauti e violini. L’ascolto prosegue e le musiche riescono davvero ad accompagnarci all’interno del concept, creando atmosfere medievali come accade tra le note della toccante ballata acustica “Holy Lands” durante la quale si alza a dismisura il livello emotivo del disco. Più potenti, abbracciando quel prog metal raffinato tipico di band come i tedeschi Vanden Plas, arrivano pezzi come “Mysteries To Come” e “Revolutions” mentre nella più articolata “Symphonic Caress” è proprio mister Andy Kuntz a salire in cattedra regalandoci un pezzo ricco di sfumature e cambi di tempo.
Forse il livello non riesce ad essere costante fino alla fine e si nota un leggero calo durante la seconda metà della tracklist; in fin dei conti – parere personale – è nelle sonorità maggiormente rock che la band riesce a creare un sound più genuino. Ma quella che abbiamo per le mani è senza dubbio un’opera epica e medievale ricca di ottimi spunti, che cresce ascolto dopo ascolto grazie ad un lavoro maniacale di Ivan Jacquin e di un cast guidato e diretto con sapienza. “The Symphony Of the Wandering Jew Part II” è un ascolto che richiede attenzione e dedizione, ma può ripagare con tanta carica emotiva.

TRACKLIST

  1. Jerushalaïm
  2. Rise 1187
  3. Mariner Of All Seas
  4. Holy Lands
  5. Eternity Part III
  6. Running Time
  7. The Fountain
  8. Mysteries To Come
  9. Secrets Of Art
  10. Symphonic Caress
  11. Eternity
  12. Part IV
  13. Revolutions
  14. Witness Of Changes
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