6.5
- Band: FORGOTTEN LAND
- Durata: 00:35:54
- Disponibile dal: 07/11/2009
I comaschi Forgotten Land sono nati nel 2006 e dopo un paio d’anni di rodaggio hanno dato alle stampe un demo per poi debuttare, autoproducendosi nell’anno in corso, con questo “In Regno Langobardorum”. Il CD è un buon miscuglio di diversi generi; i nostri hanno provato a inglobare svariate influenze pur rimanendo sempre in tema di black metal dalle forti tinture folk ma soprattutto epiche. Il disco è aperto da un’intro dal sapore molto epico che lascia subito campo a “Longobardo Furore”, brano cantato in italiano che traccia i canoni stilistici del disco. I nostri infatti sono soliti muoversi entro confini melodici, mai troppo aspri, e la loro proposta musicale ha sempre quel sapore di “ordinato”, mai di selvaggio o violento, neanche quando pestano duro sull’acceleratore. I Forgotten Land danno il meglio di loro stessi quando cercano (trovandole) le atmosfere, e “Winter’s Cry” ne è esempio eloquente. “Heroes Of An Ancient Reign” si segnala come il pezzo migliore dell’album: la parte centrale del brano è dominata da un intermezzo cadenzato su un riff pesante che trasuda epicità. Ottima anche “Lindisfarne”, altro brano etereo e dinamico che mette in risalto il buon lavoro chitarristico. La title track è dominata dalle chitarre acustiche e da un cantato molto ispirato (presenti anche parti femminili e cori) e risulta fra i migliori del CD. “In Regno Langobardorum” è in definitiva un album di debutto valido, migliorabile sotto il punto di vista dei suoni, leggermente ovattati. Anche le parti di cantato maschile sono da migliorare. Si tratta però sempre di un’autoproduzione di una band all’esordio vero che dimostra fin da subito di possedere del carattere, osando mettere piede su lidi in cui è facile scadere nella banalità. Promozione quindi ampiamente meritata.
