FORGOTTEN TOMB – Springtime Depression

Pubblicato il 31/08/2003 da
voto
7.0
  • Band: FORGOTTEN TOMB
  • Durata: 00:46:50
  • Disponibile dal: 15/07/2003
  • Etichetta: Adipocere
  • Distributore: Masterpiece

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I Forgoten Tomb, giunti al loro secondo album, si sono già creati una piccola nicchia di sostenitori. Herr Morbid, fondatore e membro della band, può essere orgoglioso della sua creatura perché è stata da più parti indicata, a ragione, come una delle più promettenti band della scena black metal italiana. Il gruppo ha di recente divorziato con la svedese Selbstmord, etichetta in mano al leader degli Shining, approdando alla facoltosa Adipocere francese. Lo stile è simile a quello che viene sfornato dalla scuderia Selbstmord: Shining, Craft e altri. Un black metal depressivo, oscuro, lento e misantropico dall’alone criptico. Sembra proprio che si stia costituendo (anzi, si è già costituito) un nuovo filone nella musica black, sicuramente più emozionante di quello tracciato dagli ultimi Satyricon. La produzione di “Springtime Depression” è senza dubbio buona; realizzata negli Abyss Studio assieme a Tommy Tagtgren, essa ha però il difetto di risultare un po’ troppo simile a tutte le altre produzioni uscite da questo famoso studio, soprattutto i suoni di chitarra sono stati ormai sfruttati al massimo. Peccato non avere una versione di questo album con le chitarre un po’ più gelide, magari con un suono più grezzo ma personale. Poca cosa, comunque, se paragonata al risultato finale dell’album, un ottimo cd che verrà apprezzato dall’universo black metal più settario. Non c’è una grossa differenza tra una canzone e l’altra, tutte sono costruite sulle stesse trame e strutture in modo da costituire una pellicola nera che propone un unico film. Un film inquietante, autodistruttivo. La titletrack racchiude forse il senso dell’intero cd, colma di tensione e depressione avvolgente; triste e disperato l’arpeggio iniziale, reo di gettare una cupa folata di desolazione sui vostri animi. Ritornano in mente i finlandesi DOlorian dell’esordio, ma forse il gruppo italiano dimostra di avere maggior buon gusto per la musica ed essere più versatile e meno monolitico. Forse sarà un’impressione sbagliata, ma se adesso vediamo l’esplosione di un simile fenomeno all’interno del black metal, forse possiamo ravvisarne la nascita nel necro black metal dei primi Mayhem, anche se qui entrano in gioco pure elementi doom ed il costante alone di depressione che domina sempre e comunque la scena. Benvenuti nel regno del non ritorno, del non colore…

TRACKLIST

  1. Todstrieb
  2. Scars
  3. Daylight Obsession
  4. Springtime Depression
  5. Colourless Despondency
  6. Subway Apathy
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