FÓRN – Rites Of Despair

Pubblicato il 16/11/2018 da
voto
6.0
  • Band: FÓRN
  • Durata: 01:05:31
  • Disponibile dal: 7/09/2018
  • Etichetta: Gilead Media
  • Distributore:

I Fórn sono una band americana con un nome islandese che significa ‘sacrificio’, e quello di cui parliamo è il loro secondo album (a cui si aggiungono una manciata tra EP e split). I cinque bostoniani ci investono con una pesantezza doom/sludge che sconfina occasionalmente nel death, più che altro per il growl cavernoso. Il disco è composto da brani lunghi, in linea con i canoni del genere proposto, cui si alternano alcune tracce più brevi – comunque sempre superiori ai due minuti – che sembrano avere un ruolo di intermezzo, dal sapore orientaleggiante come l’intro, o acustici e confidenziali ma con un sottotono lievemente inquietante (“Ego Desecration”, “Auraboros”); nell’ultimo, “A Transmutation” fa capolino un’ipnotica e calda voce femminile.
Si tratta di episodi piacevoli e interessanti, che fanno da contraltare al senso di oppressione veicolato dai brani più articolati, sebbene esistano dei punti di contatto tra le composizioni, come le parentesi acustiche che spezzano il doom-death e i (lievi) cenni ambien-noise che caratterizzano l’intero lavoro . L’uso consistente del riverbero, assieme ad una consistenza grassa delle chitarre fanno emergere chiaramente la componente sludge di matrice statunitense, che si fonde con melodie aperte che rimandano al post-black. Se dei brani cosiddetti ‘atipici’ abbiamo già parlato, per quanto riguarda quelli ‘tipici’, cioè prettamente metal, dobbiamo dire che fino a “(Altar Of) Moss, Lichen & Blood” ci si annoia abbastanza, al contrario qui c’è una melodia che ha sufficiente groove per trascinare l’ascoltatore e farsi ricordare. Anche in questo caso il brano rivela un cuore acustico e delicatissimo ed evolve in altro. Insomma il sound dei Fórn non è così facile da incasellare, unendo suggestioni che provengono da ambiti e periodi storici molto differenti ad un’attitudine ai confini col progressive. Il problema è che manca una caratterizzazione forte dei brani, ragione per la quale è facile perdere l’attenzione, e sebbene ci siano spunti interessanti questi finiscono spesso per perdersi in mezzo ad all’eccessiva prolissità che penalizza le composizioni. Vedremo se e come evolveranno le cose con il prossimo capitolo, per ora ascolto consigliabile solo ai più curiosi amanti del metallo lento e pesante.

TRACKLIST

  1. 涂地
  2. Manifestations Of The Divine Root
  3. Cosmic Desolation
  4. Ego Desecration
  5. (Altar Of) Moss, Lichen & Blood
  6. Ritual Ascension Through A Weeping Soul
  7. Auraboros
  8. Scrying Below The Wolf Moon
  9. The Ancient Wisdom Of Sorrow
  10. A Transmutation
  11. Subconscious Invocations
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.