FOSCH – Ghèra Öna Ölta…

Pubblicato il 30/08/2013 da
voto
7.0
  • Band: FOSCH
  • Durata: 00:35:50
  • Disponibile dal: 01/04/2013
  • Etichetta: Natura Morta Edizioni
  • Distributore:

I bergamaschi Fosch vogliono far sentire le proprie radici e propongono un cantato in stretto dialetto bergamasco, scelta particolare e anche da condividere, perché dona un tocco unico alla release anche se lo screaming ovviamente spesso uniforma le lingue utilizzate perché le rende difficilmente comprensibili. Anche la scelta dei testi ovviamente non poteva che essere incentrata sulle leggende, tradizioni e storie comuni che vivono nella terra bergamasca. Concept a parte, i Fosch suonano un black metal primordiale che viene presentato con una produzione ruvida e underground. Al black metal minimale e ferale, quasi mai impreziosito da melodie graffianti, i Fosch affiancano diverse influenze death metal. Alcuni passaggi, infatti, pesanti prima e subito dopo brutali hanno una chiara impostazione death alla radice. Sembra davvero di entrare all’interno di qualche leggenda su mostruose creature che abitavano una volta i monti orobici. L’atmosfera che i Fosch creano è buia, misteriosa e terrificante. Alla band piace molto estremizzare il proprio sound con accelerazioni brutali, ma la sua qualità maggiore è quella di saper mantenere un ritmo incalzante senza mai perdere d’intensità. Non si può non notare qualche buon tecnicismo, di cui solitamente le band black metal sono prive, e grazie alla produzione cristallina si riescono a seguire distintamente tutti gli strumenti. Un plauso va alla ragnatela oscura che il basso riesce a tessere con costanza su tutte le canzoni. Scelta del concept a parte, che potrà esser capito e analizzato soltanto dagli abitanti di Bergamo e dintorni, bisogna dire che i Fosch riservano più di qualche piacevole sorpresa. Già al primo impatto si ha l’impressione di non imbattersi nel solito gruppo black metal grezzo e standard: i Fosch, pur non inventando niente dal punto di vista stilistico, riescono a metterci qualcosa di personale, e solo assai lontanamente riportano alla mente gli svedesi Misteltein, per il cantato e per le parti estremamente veloci, ma a differenza della band scandinava i Nostri non utilizzano i synth. Un brano come “I Sàcoi del Diàol” sembra un pezzo canonico, ma ad un certo punto sfodera un passaggio evocativo che non t’aspetti: piccoli particolari, ma sufficienti a dare ai Fosch una propria dimensione e non lasciarli nel pericoloso anonimato. Vedremo se in futuro la band resterà ancorata alle radici black metal oppure cederà alle lusinghe della musica brutale in tutto e per tutto e orienterà verso altri lidi il proprio genere musicale. Sarebbe una bella cosa mantenere in essere questo equilibrio. Con un riffing di chitarre ancora più ispirato e dirompente il gruppo potrebbe fare davvero il salto di qualità. Buona realtà underground nazionale.

TRACKLIST

  1. Ol Rossàl
  2. La Cà Di Spérecc
  3. Al Parlàa Coi Mòrcc
  4. I Sàcoi Del Diàol
  5. L'Om Di Sèt Capèi
  6. Ol Serpént Dela Còrna Rósa
  7. Stöf
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