FRAMESHIFT – Unweaving The Rainbow

Pubblicato il 01/03/2004 da
voto
8.5
  • Band: FRAMESHIFT
  • Durata: 01:20:00
  • Disponibile dal: 01/03/2004
  • Etichetta: Frontiers
  • Distributore: Frontiers

Imbarazzante. Questo credo sia l’unico aggettivo che può venire in mente dopo aver ascoltato questo “Unweaving The Rainbow”, e soprattutto dopo averlo, quasi naturalmente, confrontato con l’ultimo disco dei Dream Theater, vista la presenza, per chi non lo sapesse ancora, di James LaBrie in entrambi i gruppi. Il confronto inoltre è tanto più calzante se si considera che i Frameshift possono essere sicuramente inseriti nella scena progressive metal: uno scontro diretto, tanto per chiarirci. Si diceva… imbrazzante, in quanto “Unweaving The Rainbow”, si colloca per qualità, originalità, intelligenza, bellezza almeno una spanna al di sopra del seppur buono “Train Of Thought”. Ma non solo. Chi conosce i Theater sa benissimo che LaBrie viene solitamente relegato al ruolo di figurante nel “Teatro dei Sogni”, là dove i protagonisti assoluti sono Petrucci e Portnoy. Dopo “Unweaving The Rainbow” forse le cose non cambieranno, ma certo molti (chi scrive compreso) si chiederanno come mai quella che può essere definita una “Prima Donna” sia messa da parte nello “spettacolo” offerto dai cinque newyorkesi. Magari a qualcuno (chi scrive compreso) potrebbe venire il dubbio che la stella LaBrie sia così fulgida da poter facilmente metter in ombra le altre. Ma questi sono discorsi poco interessanti perchél’unica cosa che conta è che “Unweaving The Rainbow” è sicuramente uno dei più interessanti dischi progressive metal usciti negli ultimi anni, caratterizzato da pezzi convincenti, dinamici, mai scontati, che introducono elementi piuttosto interessanti come un uso intelligente dell’elettronica, un suono moderno delle chitarre (che qui fungono da comprimarie, anche se non mancano assoli) e soprattutto un’attenzione spiccata al songwriting. Nascono così canzoni con una evidente vena progressive, di durata medio alta (15 brani per 80 minuti), ma che rimangono stampate letteralmente in mente, per merito di soluzioni melodiche decisamente ben pensate e mai scontate. Stupisce soprattutto la varietà delle composizioni qui presenti: si apre con la più diretta e violenta “The Gene Machine”, per passare all’ottima “Spiders”, caratterizzata da un coro polifonico veramente impressionante. Non mancano poi le ballad acustiche come “Your Eyes”, che segue quella che forse è la canzone più rappresentativa dell’intero lotto, “Message From The Mountain”, con i suoi quasi dieci minuti di durata, caratterizzata da una maestosità ed epicità veramente unici, ed un intermezzo strumentale che, se ce ne fosse ancora bisogno, mostra come essere progressive non voglia dire andare veloce. A coronare tanta grazia c’è poi, come si diceva, la migliore performance in assoluto di LaBrie su disco, e già solo questo vale l’acquisto. Insomma, una piccola bibbia del progressive metal dell’anno 2004. Non credo ci sia altro da dire, visto che suppongo la maggior parte di voi sia scappata a comprare questo CD…o no?

TRACKLIST

  1. Above The Grass - Part 1
  2. The Gene Machine
  3. Spiders
  4. River Out Of Eden
  5. Message From The Mountain
  6. Your Eyes
  7. La Mer
  8. Nice Guys Finish First
  9. Arms Races
  10. Origins And Miracles
  11. Off The Ground
  12. Walking Through Genetic Space
  13. Cultural Genetics
  14. Bats
  15. Above The Grass - Part 2
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