FREDDY DELIRIO AND THE PHANTOMS – The Cross

Pubblicato il 21/06/2019 da
voto
5.5

Nuovissimo progetto solista per Freddy Delirio, noto ai più per il suo importante contributo nei Death SS, nei quali milita in pianta stabile dal 2012, ma con i quali collabora dalla metà degli anni ‘90. Se nella band di Steve Sylvester Freddy interpreta il ruolo del fantasma dell’Opera come tastierista (dando un importante contribuito negli arrangiamenti) qui abbiamo modo di conoscerlo come polistrumentista, supportato da ospiti per le parti di chitarra solista e le voci (vedi l’amico Steve Sylvester sulla ballad dai toni catastrofici “The New Order”).
Questo “The Cross” è supportato da una sorta di concept che lega la dimensione umana dell’esistenza ad una ultraterrena nella quale le anime continuano ad esistere. Musicalmente siamo su lidi molto più rilassati rispetto all’heavy metal dei Death SS, con un mix di progressive, glam anni ‘70, rock psichedelico e hard rock che occasionalmente si tinge di gotico. Onestamente le note introduttive dell’etichetta ci lasciano abbastanza perplessi, perché se di Opeth e Dream Theater non riusciamo ad avvertire le tracce, di scomodare i Pink Floyd non ci pare proprio il caso.
“Frozen Planets” è un buon inizio, un brano energico e galoppante nel quale riconosciamo il tocco di Freddy e ne apprezziamo il piglio quasi sinfonico e il ritornello che si ricorda facilmente. “Guardian Angel” – che niente ha a che vedere con l’omonimo brano presente su “Do What Thou Wilt” dei già citati Death SS – si mantiene su coordinate simili ma ci sembra più debole come songwriting, impressione che purtroppo si rafforza con il prosieguo dell’ascolto. Sebbene ci siano alcune buone idee e si avverta l’esperienza della mente che c’è dietro questo progetto il risultato non è all’altezza delle aspettative, con soluzioni che tendono a ripetersi senza riuscire a lasciare il segno.
A parere nostro si tratta di un passo più lungo della gamba e il musicista fiorentino avrebbe forse fatto meglio ad affidarsi maggiormente all’apporto di session, concentrandosi maggiormente su struttura dei brani e arrangiamenti, lasciando interamente ad altri le parti vocali. Quasi sicuramente i fan più accanitamente completisti dei Death SS saranno interessati a questa release, ma onestamente non ci sentiamo di consigliarla.

TRACKLIST

  1. Frozen Planets
  2. Guardian Angel
  3. Inside The Castle
  4. The Circles
  5. In The Fog
  6. The New Order
  7. Afterlife
  8. In The Forest
  9. Liquid Neon
  10. Cold Areas
  11. The Ancient Monastery
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