FRENTRUM – Aprutium

Pubblicato il 14/06/2022 da
voto
7.5
  • Band: FRENTRUM
  • Durata: 00:54:06
  • Disponibile dal: 11/06/2022
  • Etichetta:
  • Southern Hell Records

A due anni dalla morte del cantante Ant (Antonio Pasquini), i Frentrum pubblicano “Aprutium”: il nuovo album postumo è una fiamma black alimentata dalle voci di Felis Catus, Hesperus, Loris Lord, Necro, Furius, G/Ab e Iblis che hanno contribuito a mantenere viva e splendente questa luce memorabile. Il disco, come una fenice, prende vita dalle composizioni strumentali che Ant e Draughan registrarono tra il 2016 ed il 2018 e spicca il volo grazie ad artisti, ma soprattutto amici, che hanno interpretato i testi dei brani inediti. L’intro acustico di “Immutato Cantico” smuove le fronde innevate di un bosco malinconico nel quale rimbomba un arcaico black scandinavo che prende forma lungo “Il Sentiero delle Nebbie”. Le classiche chitarre zanzarose rappresentano le radici sulle quali si ergono ritmiche cadenzate e sinistre, interrotte dalle parole della poesia “Funeral Blues” di Wystan Hugh Auden, estrapolate dal film “Quattro Matrimoni E Un Funerale”, che provocano una serie di brividi emozionanti. Le sonorità dei “Frentrum” sono crude e vive come una ferita aperta, fatte di concentrici riff congelati, sovrastati da una linea vocale malefica e ritualistica che avvolge, come una ragnatela, le anime musicali di “Dove Dimorano le Pietre” e “Linee di Vette”. “Aprutium” appare come un sogno utopistico dove, in un luogo asettico immaginario, si incontrano i Darkthrone con i C.S.I. di Lindo Ferretti: la notte è dominata dal bagliore delle stelle che, come vermi luminosi, divorano avidamente le tenebre. I quattordici minuti di “Auden” ricalcano le sfumature ambient di Burzum che disegnano un mantra infinito, un pendolo sonoro spinto da sintetizzatori ipnotici. Nella traccia successiva, “In a Timeless Land”, un’altra citazione cinematografica si incastra perfettamente tra gli arrangiamenti taglienti di chitarra: sono le frasi pronunciate da Antonius Block mentre dialoga con la morte nel celebre film “Il Settimo Sigillo” di Ingmar Bergman. Sorprendente è la cover di “Come Together” dei Beatles che non viene stravolta più di tanto se non nel suono distorto, ovviamente in chiave black, e nella voce graffiante che incattivisce il volto di un brano storico senza tempo. L’ultima traccia, “Mistica del Vuoto”, si veste di riff trascinanti dall’impronta raw che compongono un tessuto melodico sul quale è cucito un sottile ricamo di malinconia. Un vestito decisamente elegante lacerato da vocalizzi abrasivi che trasformano l’abito in un costume insolito e pregevole. L’outro corale “Dies Irae Ant Onius Block” chiude un album notevole che, oltre ad essere un tributo al compianto Ant, è un’autentica opera d’arte ricca di elementi culturali interessanti che offrono all’ascoltatore diversi spunti di riflessione nonché un’esperienza sonora realmente toccante.
La poesia “Funeral Blues” di Wystan Auden termina con queste parole: “Non servon più le stelle:/spegnetele anche tutte;/imballate la luna, smontate pure il sole;/svuotatemi l’oceano e sradicate il bosco;/perché ormai più nulla può giovare.” “Se non la Musica”, concluderemmo noi.

TRACKLIST

  1. Immutato Cantico
  2. Il Sentiero delle Nebbie
  3. Dove Dimorano le Pietre
  4. Linee di Vette
  5. Auden
  6. In a Timeless Land
  7. Come Together
  8. Mistica del Vuoto
  9. Dies Irae Ant Onius Block
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.