FRIENDSHIP – I&II

Pubblicato il 22/02/2017 da
voto
6.5
  • Band: FRIENDSHIP
  • Durata: 00:27:00
  • Disponibile dal: 17/02/2017
  • Etichetta:
  • Sentient Ruin

Ormai è un dato di fatto: in Giappone sanno bene come veicolare il disagio insito in una società caotica e metropolitana, assoggettata al grigiume e a ritmi lavorativi che prevaricano qualsiasi forma di riposo per l’anima. Un grido che parte dal profondo, una disperazione che necessità di espressioni artistiche estreme per sfogarsi e non implodere su se stessa, di cui i Friendship (monicker quanto mai ironico) si fanno portavoce con la loro assurda proposta musicale. Dei Nostri sappiamo poco o nulla, se non che provengono dalla città di Chiba e che nei mesi scorsi hanno rilasciato in gran segreto un paio di demo (rispettivamente “I” e “II”, qui raccolti dalla Sentient Ruin), e tanto ci basta. A fronte di simili proposte non servono aneddoti o informazioni, soltanto uno stomaco di ferro e parecchia propensione all’autolesionismo. Decidete voi in che accezione. Nello specifico, i nipponici si cimentano in una miscela di sludge, powerviolence, industrial e grind assolutamente sprezzante e corrosiva, plasmando nell’arco della tracklist un suono confuso – talvolta privo di logica – che ha lo stesso odore e sapore del sangue bruciato. Un assalto in grado di conciliare Full of Hell e Weekend Nachos da un lato, Corrupted e Godflesh dall’altro, tra scariche di blast beat lanciate a folle velocità verso l’annientamento, fischi assordanti e parentesi comatose che si schiantano come mattonate sulla nuca, le quali, a conti fatti, rappresentano il vero fulcro del disco. Miracolo underground? Forse è ancora un po’ presto per dirlo, perchè se è vero che i Friendship riescono nell’intento di suonare pesanti e viscerali come pochi altri, è altrettanto vero che non sempre il loro songwriting brilla per lucidità e concretezza, scadendo in qualche parentesi ‘tanto casino e poca sostanza’ in cui i riff e le idee faticano a trovare posto (specie nella prima parte). Non resta che vedere se nelle prossime release questi misteriosi kamikaze sapranno ampliare le ottime intuizioni di episodi come “Bottomless Pit”, “Abuse” e “Slaughterhouse”, il tempo è dalla loro parte.

TRACKLIST

  1. Jerusalem
  2. T.R.Ø.Y
  3. Bill Evans
  4. €ompton
  5. Represent
  6. Bottomless Pit
  7. Abuse
  8. SB
  9. Hype
  10. Slaughterhouse
  11. Law
  12. El Chapo
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