6.5
- Band: FRIENDSHIP
- Durata: 00:27:00
- Disponibile dal: 17/02/2017
- Etichetta:
- Sentient Ruin
Ormai è un dato di fatto: in Giappone sanno bene come veicolare il disagio insito in una società caotica e metropolitana, assoggettata al grigiume e a ritmi lavorativi che prevaricano qualsiasi forma di riposo per l’anima. Un grido che parte dal profondo, una disperazione che necessità di espressioni artistiche estreme per sfogarsi e non implodere su se stessa, di cui i Friendship (monicker quanto mai ironico) si fanno portavoce con la loro assurda proposta musicale. Dei Nostri sappiamo poco o nulla, se non che provengono dalla città di Chiba e che nei mesi scorsi hanno rilasciato in gran segreto un paio di demo (rispettivamente “I” e “II”, qui raccolti dalla Sentient Ruin), e tanto ci basta. A fronte di simili proposte non servono aneddoti o informazioni, soltanto uno stomaco di ferro e parecchia propensione all’autolesionismo. Decidete voi in che accezione. Nello specifico, i nipponici si cimentano in una miscela di sludge, powerviolence, industrial e grind assolutamente sprezzante e corrosiva, plasmando nell’arco della tracklist un suono confuso – talvolta privo di logica – che ha lo stesso odore e sapore del sangue bruciato. Un assalto in grado di conciliare Full of Hell e Weekend Nachos da un lato, Corrupted e Godflesh dall’altro, tra scariche di blast beat lanciate a folle velocità verso l’annientamento, fischi assordanti e parentesi comatose che si schiantano come mattonate sulla nuca, le quali, a conti fatti, rappresentano il vero fulcro del disco. Miracolo underground? Forse è ancora un po’ presto per dirlo, perchè se è vero che i Friendship riescono nell’intento di suonare pesanti e viscerali come pochi altri, è altrettanto vero che non sempre il loro songwriting brilla per lucidità e concretezza, scadendo in qualche parentesi ‘tanto casino e poca sostanza’ in cui i riff e le idee faticano a trovare posto (specie nella prima parte). Non resta che vedere se nelle prossime release questi misteriosi kamikaze sapranno ampliare le ottime intuizioni di episodi come “Bottomless Pit”, “Abuse” e “Slaughterhouse”, il tempo è dalla loro parte.
