FROST – Out In The Cold

Pubblicato il 22/12/2005 da
voto
7.0
  • Band: FROST
  • Durata: 00:46:26
  • Disponibile dal: 10/10/2005
  • Etichetta: Mausoleum
  • Distributore: Audioglobe

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Chi scrive ha sempre reputato Jack Frost un chitarrista sopravvalutato,un onesto artigiano delle sei corde con la passione per il metal enulla più. Anche se l’idea di base non cambia, si è però costretti adammettere che questo “Out In The Cold” è davvero un bel dischetto diheavy rock ottantiano, ben composto e discretamente suonato. Acorollario di tutto poi troviamo una serie di (ex) glorie del metaldietro il microfono, gente del calibro di Ted Poley (Danger Danger),Alan Tecchio (Hades, Watchtower), Neil Turbin (Anthrax), Terry Ilous(Xyz), Dale Toth (Rattlebone), Jeff Martin e Paul Shortino (Rough Cutt,Quiet Riot). Con un simile schieramento di stelle sbagliare sarebbestato catastrofico, ed infatti Frost cura in maniera particolare ilsongwriting, cucendo letteralmente addosso al cantante di turno lacanzone adatta. E’ un piacere risentire la meravigliosa voce di Poleysu “Wasting Your Luv”, mid upper tempo piuttosto serrato ritmicamentema con aperture melodiche notevoli dove è proprio la voce molto maturadi Ted a spadroneggiare. Risentiamo il singer sulla splendida cover di“Sign Of The Gipsy Queen” degli April Wine, uno degli apici dell’interolavoro, e sulla conclusiva “Head First” dei The Babys. Con “Hell OrHigh Water” il sound si incupisce e su un tappeto ritmico dettato dallabatteria di Patrick Johansson si erge la voce acuta e potente di AlanTecchio, fresco singer dei Seven Witches, altro progetto di Frost.L’indimenticato Neil Turbin marchia a fuoco “Crucifixation”, altro midtempo ottantiano che ricorda da vicino i Judas Priest, almeno nellastrofa e nella lead guitar tagliente di Jack, vero padrone dellasituazione. “Out In The Cold” è maggiormente votata alla melodiarispetto alle precedenti, vivendo di sussulti armonici tipici dei BonJovi dei tempi d’oro. “Peter And Me” è la traccia più atipica, moltoBlack Crowes, con un’andatura southern per niente disprezzabile e conun’altra interpretazione vocale ottima, stavolta a cura di Dale Toth.L’ultima traccia originale è “Covered In Blood”, molto priestiana e conuna performance vocale di Jeff Martin, sin troppo debitrice del grandeHalford. Le rimanenti tracce, tutte ottimamente composte, sono “Cold AsIce” dei Foreigner, con ancora Martin alla voce (supportato daShortino), che stavolta si trova più a suo agio, in virtù di unatraccia settantiana e richiedente una voce calda e una timbrica piùadatta alle sue corde vocali. Seguono “Hold On Loosely” dei 38 Special,interpretata con grinta dallo stesso Frost e “Passage To the ClassicalSide”, reprise di “Passage To The Other Side” dei Seven Witches condegli ottimi arrangiamenti curati da Eric Ragno. Questo album nonentrerà mai a far parte della storia del metal, Jack rimarrà sempreetichettato come peggior chitarrista mai entrato a far parte deiSavatage, ma comunque ha sfornato un prodotto molto buono e divertente,adatto ai nostalgici di sonorità che purtroppo al giorno d’oggi sisentono molto, ma molto poco. Grazie Jack, questa è stata una sorpresadavvero gradita.

TRACKLIST

  1. Wasting Your Luv
  2. Hell Or High Water
  3. Crucifixation
  4. Out In The Cold
  5. Sign Of The Gipsy Queen
  6. Peter And Me
  7. Cold As Ice
  8. Covered In Blood
  9. Hold On Loosely
  10. Passage To The Classical Side
  11. Head First
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