FROST – Raise Your Fist To Metal

Pubblicato il 13/11/2003 da
voto
7.5
  • Band: FROST
  • Durata: 00:36:16
  • Disponibile dal: 17/11/2003
  • Etichetta: Noise records
  • Distributore: Spin-go

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Jack Frost non è certamente l’ultimo arrivato, avendo dimostrato il proprio valore di axe man collaborando con valide e importanti band come Savatage, Metalium e Seven Witches. Fortunatamente qui non si assiste ad uno spettacolo prevedibile condito da un esibizione solistica fine a se stessa, come qualche testardo collega si ostina a fare nelle proprie release, ma ci si trova di fronte ad un disco roccioso, tecnico e melodico. Non dimentichiamo poi gli illustri colleghi che partecipano a questo progetto, e tra i più famosi vanno citati Joey Vera, Gonzo Sandoval, Joe Comeau e Rob Rock. Il punto di forza di questo lavoro è l’apparente semplicità dei robusti riff che sorreggono tutte le track: non preoccupatevi, infatti, se al primo ascolto le composizioni vi deluderanno… il disco necessita di qualche ascolto per appassionare e coinvolgere, ma vi assicuro che ne vale la pena. L’opener “Stay” è uno degli highlight del disco, grazie al pesante rifframa di Mr.Frost che si avvicina al metal moderno senza toccarlo, si sposta su lidi classicamente heavy, ma non risulta scontato, e si sposa alla perfezione col refrain melodico che assicura puro godimento. “The Man I Am” spiazza nuovamente, visto che qui abbiamo a che fare con una melodic rock song dall’andamento rilassato, farcita di plettrate elettro-acustiche ove si stagliano linee vocali zuccherose ma non stucchevoli. “Nippin At Your Ear” è un interessante prova di forza di Jack, in cui si alternano soli veloci ad un riffone di derivazione sabbatiana, per ripartire a gran velocità sino a spegnersi in fade. Con “What I Say” si pesta davvero duro: granitici riff di chitarra, si alternano a una furiosa interpretazione vocale, e vi assicuro che in poco meno di venti secondi vi troverete a fare headbanging come pazzi isterici. “The Chase” risulta l’episodio meno riuscito del disco che, pur essendo dura e veloce, è provvista di un ritornello non propriamente meraviglioso ed alquanto ridondante. “Brotherhood Of Lies”, “What’s Left”, “Slow Burn”, e “Fight Fire With Fire”, si mantengono su medi livelli, le prime tre maggiormente heavy, la quarta più morbida e catchy. Chiude il disco una graditissima sorpresa, ovvero “Lack Of Communication” dei mai dimenticati (almeno dal sottoscritto) Ratt, che risulta parzialmente riuscita, a causa dei cori all’altezza del ritornello, davvero troppo sguaiati, che non si incastrano affatto con la melodia saltellante della song (e chi conosce la versione originale non può fare a meno di rimanere spiazzato). Comunque, non posso far altro che consigliarvi questo disco che, pur non essendo trascendentale, contiene una manciata di canzoni che difficilmente abbandoneranno la vostra memoria.

TRACKLIST

  1. Stay
  2. The Chase
  3. Brotherhood Of Lies
  4. What's Left
  5. The Man I Am
  6. Nippin At Your Ear
  7. What I Say
  8. Fight Fire With Fire
  9. Slow Burn
  10. Lack Of Communication
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