FROZEN LAND – Icemelter

Pubblicato il 25/11/2025 da
voto
7.5
  • Band: FROZEN LAND
  • Durata: 00:36:28
  • Disponibile dal: 21/11/2025
  • Etichetta:
  • Massacre Records

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Siamo particolarmente soddisfatti di poter mettere “Icemelter” – terza fatica discografico dei finnici Frozen Land – nella nostra zona Hot Album, soprattutto considerando la strada compiuta dalla band per arrivare a questo nuovo lavoro.
I Frozen Land si formano infatti nel 2017 per volere del chitarrista e compositore Tuomas Hirvonen, il quale dà vita a questo progetto col manifesto scopo di rinverdire le sonorità tipicamente power degli anni ’90, le stesse che fecero la fortuna degli album migliori di Stratovarius, Angra e Hammerfall.
L’omonimo esordio del 2018 a dir la verità non fu recensito benissimo su queste pagine – e a ragione, giacché peccava sicuramente di una certa immaturità che, posta a fianco ad un pentagramma dichiaratamente non originale, rendeva il tutto invero piuttosto banalotto.
Già però il successivo “Out Of The Dark”, pubblicato cinque anni dopo, mostrava chiari segni di miglioramento: al buon gusto per la melodia e i ritornelli che già c’era, i Nostri erano riusciti ad affiancare una maggior consapevolezza, firmando quindi un album superiore, ma con ancora qualche ombra.

Con “Icemelter” invece Hirvonen e soci paiono riuscire finalmente a svoltare: intenti, melodia e piglio sono ancora tutti lì, ma tutto il resto (suono, produzione, perizia strumentale, capacità compositiva) ci pare assai migliorato.
Da un punto di vista generale possiamo tranquillamente definire questo lavoro come il capitolo più aggressivo e potente della loro discografia; una relativamente corta raccolta di otto brani caratterizzati da un animo melodico, ma accompagnati stavolta da una performance più energica e da un songwriting focalizzato ed incisivo, che trova infine nel preciso mix di Matias Kupianen (Stratovarius) il suo naturale completamento.
Sebbene il motore dell’album rimanga comunque e sempre la chitarra del mastermind Hirvonen, non possiamo che elogiare le capacità esecutive di tutti nella line-up, a partire dalla nuova sezione ritmica Pakkanen/Rokio, davvero terremotante, per concludere col cantante italiano Tony Meloni, nella formazione fin dagli esordi e anche lui decisamente migliorato, sia come energia che come interpretazione.
Accanto alle caratteristiche che già caratterizzavano gli altri album – ovvero velocità e immediatezza nelle linee vocali – è possibile trovare stavolta anche qualche sfumatura più cupa o melanconica che impreziosisce l’album rendendolo meno arido: esempi di questo possono essere il vago sentore epico della conclusiva “Black Domina”, l’introduzione sognante di “Dead End” o l’andamento in crescendo della bella “Dream Away”, il brano che forse ci è piaciuto di più.

Volendo stilare un giudizio definitivo, ciò che abbiamo apprezzato di più in questo lavoro è il senso di miglioramento che si respira nel giudicarlo in rapporto ai suoi predecessori: Hirvonen non rinnega niente dello stile o del genere che da otto anni si ostina a perseguire; nel corso del tempo però è riuscito a concentrare i propri sforzi e quelli dei compagni nella direzione corretta, limando le ingenuità e dando invece smalto ai diversi punti di forza.
Con queste azioni, anche se non potremo probabilmente mai parlare di un loro album come di un prodotto non derivativo, i Frozen Land riescono a dissipare il fastidioso effetto clone che li accompagnava, regalandoci invece un prodotto ‘di genere’ godibile al 100%.

TRACKLIST

  1. The Carrier
  2. Dead End
  3. Dream Away
  4. Chosen, Corrupt and Cancerous
  5. Losing My Mind
  6. Icemelter
  7. Haunted
  8. Black Domina
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