FU MANCHU – Signs Of Infinite Power

Pubblicato il 08/11/2009 da
voto
6.5
  • Band: FU MANCHU
  • Durata: 00:34:29
  • Disponibile dal: 10/10/2009
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Giunti all’undicesimo album in più di vent’anni di onorata carriera, i Fu Manchu si possono a buon diritto considerare una band tra le più importanti ed influenti della scena stoner. Partiti dal punk, nel corso degli anni i nostri troppe volte sono stati accusati, spesso ingiustamente, di essere una copia carbone dei meravigliosi Kyuss, cosa che ha portato Scott Hill e soci a partorire un album come il precedente “We Must Obey”, dall’attitudine maggiormente hard rock e che puntualmente ha deluso le aspettative di molti fan. Ecco quindi che i californiani con questo “Signs Of Infinite Power” innestano decisamente la retromarcia e tornano a proporre quello che riesce loro meglio, ovvero dello stoner rock con ampi passaggi metallizzati, attitudine punk e feedback a volontà. Il nuovo lavoro si colloca stilisticamente a cavallo tra i primi due album usciti per la Mammoth Records, ovverosia “Daredevil” e “In Search Of…”; quindi la fotografia che i dieci nuovi brani offrono è quella sfuocata di una band che pare essere appena uscita dal fenomeno punk e si trova ad avere a che fare con il sound grasso della valle della morte. Tradotto in parole povere, potremmo parlare di un incontro tra i Kyuss ed i Cathedral di “Caravan Beyond Redemption”, influenza quest’ultima perfettamente udibile in brani quali “Webfoot Witch Hat” o la stessa title track. I Fu Manchu però, da vecchie volpi quali sono, riescono a mantenere una loro propria personalità, tale da allontanare qualsiasi sospetto di scopiazzatura. Le chitarre di Bob Balch e dello stesso Hill sono sempre molto concrete e non si concedono particolari fronzoli, salvo qualche passaggio più blues-oriented che comunque ha sempre fatto parte del bagaglio minimo della band. Niente da dire nemmeno sulla sezione ritmica, che segue sempre partiture semplici ma particolarmente calzanti sulle varie composizioni. Il songwriting, sebbene a tratti risulti vincente, lascia intravedere un certo manierismo, come se i Fu Manchu avessero già dato il meglio di loro stessi in passato e ormai gli ultimi album si reggessero solo sul mestiere e sull’indubbia professionalità dei membri. Nessuna sorpresa, quindi: tra passaggi maggiormente doomy (“Bionic Astronautics”) o più affini al punk (“One Step Too Far”) i californiani si barcamenano abilmente, riuscendo comunque a schivare le secche compositive nelle quali altre band dalla caratura simile alla loro si sono impantanati. Rimane comunque il fatto che i lavori dei Fu Manchu da avere ed ascoltare sono altri, e che “Signs Of Infinite Power” piacerà ai fan ma non servirà ad avvicinare nuovi adepti alla musica della Death Valley.

TRACKLIST

  1. Bionic Astronautics
  2. Steel.Beast.Defeated
  3. Against The Ground
  4. Webfoot Witch Hat
  5. El Busta
  6. Signs Of Infinite Power
  7. Eyes x 10
  8. Gargantuan March
  9. Take It Away
  10. One Step Too Far
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