6.0
- Band: FULL FORCE
- Durata: 00:48:02
- Disponibile dal: 20/06/2011
- Etichetta:
- SPV Records
- Distributore: Audioglobe
Spotify:
Apple Music:
Nulla di nuovo, potremmo dire per questi Fullforce, né sotto l’aspetto della musica (purtroppo) né per quanto riguarda l’identità dei vari membri che compongono questo quintetto, tutti ampiamente conosciuti per la loro militanza in diverse band più o meno famose. Troviamo infatti nei ranghi di questo gruppo due membri o ex membri degli Hammerfall (Stefan Elmgren e Anders Johansson, rispettivamente chitarra e batteria), cui si aggiungono Mike Andersson, vocalist dei Cloudscape, Tommy Larsson (ex Heed) al basso ed infine il buon C.J. Grimmark, chitarrista solista dalle grandi capacità un tempo apprezzato all’interno della christian metal band Narnia. Vecchi nomi, dunque, per un nuovo prodotto? Purtroppo no, perché, come detto in apertura, di nuovo in questo “One” c’è appunto solo il monicker. Le canzoni provengono infatti più o meno tutte dall’abusato calderone dell’heavy melodico con influenze power, e non risultano quasi mai in grado di aggiungere qualcosa a quanto i musicisti abbiano già mostrato nelle rispettive band madri. Ad onor del vero, dopo qualche ascolto ci si accorge che forse è un po’ riduttivo confinare l’intera proposta musicale dei Fullforce all’interno della sola scena power europea, ma è innegabile che le poche influenze esterne, individuabili essenzialmente in una certa impronta neoclassica dovuta al chitarrismo ispirato di Grimmark ed in qualche leggera tendenza a costruzione di matrice progressive, non bastino a togliere dalle undici tracce del disco quell’alone di già sentito che ne compromette l’ascolto generale. Non stiamo parlando di un disco brutto in senso assoluto, solo che, con i nomi coinvolti e con le influenze che ciascun membro poteva introdurre nel sound, ci saremmo aspettati un prodotto più brillante, qualcosa in grado di allontanare gli ingombranti fantasmi delle band madri e aprire ai Fullforce un nuovo promettente futuro, invece quello che ci troviamo tra le mani è solo un onesto prodotto di metal melodico con influenze power, fortemente debitore del suono di Narnia e Hammerfall, e con pochi spunti veramente interessanti che non siano il buon chitarrismo di Grimmark e il drumming spesso eclettico di Johansson. Il resto sono appunto melodie anche carine che si appoggiano sulla voce roca di Anderson e su ritmiche che alla lunga tendono pure ad assomigliarsi un po’. Pezzi degni di nota ci sono, non potremmo assolutamente non citare la frizzante “Heart And Soul”, simile allo stile dei scomparsi Last Tribe di Magnus Karlsson, oppure le buone “Walls Of Secrets” (veloce e terremotante, con una base di batteria davvero devastante) e “Into The Cradle” (melodica e piacevole); ma gli scivoloni tipo la anonima “Rain” o la pesante “Oblivion” non permettono all’album di raggiungere altro che una mediocre sufficienza.
