FUNELORE – The Dissolution of Consciousness

Pubblicato il 31/01/2026 da
voto
7.0
  • Band: FUNELORE
  • Durata: 00:17:45
  • Disponibile dal: 16/01/2026
  • Etichetta:
  • Me Saco Un Ojo Records

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Nel silenzio denso che precede ogni frattura interiore, i Funelore innestano il loro esordio come una lenta e inesorabile colata di materia sonora, capace di avvolgere e comprimere l’ascoltatore prima ancora che le strutture dei brani si rendano pienamente riconoscibili. In un sottobosco funeral death-doom ormai saturo di proposte che spesso puntano più sull’impatto superficiale che su una reale profondità espressiva, il duo canadese, composto da A.E. al basso e alla voce – già noto come frontman dei death metaller Sedimentum – e dal polistrumentista M.B., sceglie invece una strada più misurata e consapevole, costruendo due brani che colpiscono per equilibrio, coerenza e una certa maturità compositiva non del tutto scontata per un esordio.

Fin dalle prime battute è evidente come la band lavori su un doppio binario: da un lato il peso specifico del death metal, reso attraverso riff massicci e carichi di una fisicità quasi tellurica, dall’altro un’attenzione marcata per l’atmosfera, che si traduce in un uso calibrato delle tastiere e in una sensibilità melodica mai invadente. In un panorama dove il suono ‘cavernoso’ è diventato una sorta di cifra stilistica abusata, i Funelore riescono a evitare la trappola della monotonia, scegliendo di arricchire le proprie trame con dettagli che emergono gradualmente, senza rompere la coltre opprimente che avvolge l’ascoltatore. I riferimenti a nomi come Evoken, Esoteric, Dusk e ai Pantheist meno ampollosi risultano naturali, ma non riduttivi: il progetto sembra infatti attingere a un bagaglio più ampio, che non si limita appunto al solo versante doom, ma affonda le radici anche in una tradizione death metal più classica e muscolare. Questa commistione si riflette in strutture che, pur nella loro gravità, non rinunciano a un certo dinamismo interno, fatto di variazioni sottili, cambi di intensità e aperture melodiche ben dosate.

La breve durata dell’EP certamente gioca a favore dell’impatto complessivo: le due tracce non hanno il tempo di diventare autoreferenziali o ridondanti, e lasciano piuttosto l’impressione di un lavoro concentrato, fresco, che punta sulla qualità piuttosto che sulla quantità. Arpeggi, assoli e discreti ricami di synth contribuiscono a creare un tessuto sonoro ricco e ben arrangiato, capace di alternare momenti di schiacciante oppressione a passaggi più rarefatti e contemplativi. In definitiva, si può parlare di un esordio convincente, che dimostra come anche all’interno di un genere fortemente codificato sia ancora possibile trovare spazi per una scrittura attenta. Un buon lavoro, che lascia intravedere margini di crescita interessanti per il futuro dei Funelore.

TRACKLIST

  1. Tides in Agony
  2. The Dissolution of Consciousness
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