FUNERAL FOR A FRIEND – Casually Dressed And Deep In Conversation

Pubblicato il 06/01/2004 da
voto
8.5

L’album che tutti gli addetti ai lavori aspettavano per il 2003 è arrivato quasi sul finire dell’anno (in Inghilterra è stato pubblicato ad ottobre) grazie ad un gruppo il cui nome, Funeral For A Friend, non vi diràassolutamente nulla, visto che in Italia sono dei perfetti sconosciuti, mentre in Inghilterra sono considerate delle vere e proprie star. L’hype che si è creato attorno ai Funeral For A Friend, all’indomani della pubblicazione di “Casually Dressed And Deep In Conversation” è paragonabile solo a quello che più di dieci anni fa investì letteralmente i Nirvana di “Nevermind” (tanto che qualche giornalista ha azzardato un paragone che, per chi scrive, è quanto mai fuori luogo). Fatto sta che nel giro di un anno i Funeral For A Friend sono diventati i beniamini di Kerrang! e di quasi tutte le riviste autorizzate, che hanno definito “Casually Dressed And Deep In Conversation” il miglior album del 2003. Ed in effetti non si può dar loro torto: i Funeral For A Friend hanno pubblicato un disco intelligente, fresco, innovativo per quanto possibile, e soprattutto costellato di pezzi decisamente sopra la media. L’idea alla base del sound dei Funeral For A Friend è piuttosto semplice: far confluire le sonorità emo-core, con la tradizione metal tipicamente inglese ed ascrivibile agli Iron Maiden (non per niente i Maiden li hanno scelti come supporter per il Dance Of Death world tour). Il risultato è costituito da canzoni che ricordano molto quanto fatto dai Rival School, arricchite da riffing maideniani, con un cantato che alterna momenti più pacati ad altri più violenti e gutturali. Il punto di forza dei Funeral For A Friend è comunque da ricercarsi nella qualità dei pezzi: aprire un debutto discografico con brani del calibro di “Rookie Of The Year” e “Bullet Theory” non è proprio da tutti. Canzoni che rimangono letteralmente scolpite nella mente grazie ad intuizioni melodiche originali e mai scontate. L’alternarsi di pieni e di vuoti, di momenti più solari ed altri più cupi, di esplosioni di rabbia e di calma rarefatta, conferisce un dinamismo notevole all’album ed una longevità non indifferente. Insomma, un debutto veramente in grande stile per questi cinque scozzesi, che verrà quasi sicuramente bistrattato dai critici intellettualoidi per la sua elevata accessibilità ma che, per chi scrive, rappresenta un buon esempio di come dovrebbe suonare un disco rock moderno. Consigliato. A tutti.

TRACKLIST

  1. Rookie of The Year
  2. Bullet Theory
  3. Juneau
  4. Bend Your Arms to Look Like wings
  5. Escape Artists Never Die
  6. Storytelling
  7. Moments Forever Faded
  8. She Drove Me to Daytime TV
  9. Red is The New Black
  10. Your Revolution is a Joke
  11. Waking Up (Inside my own paralysis)
  12. Novella
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