FUNERAL FOR A FRIEND – Memory and Humanity

Pubblicato il 05/11/2008 da
voto
7.0
  • Band: FUNERAL FOR A FRIEND
  • Durata: 00:44:18
  • Disponibile dal: 17/10/2008
  • Etichetta: Roadrunner Records
  • Distributore: Warner Bros

Dal firmamento celeste di “Casually Dressed & Deep in Conversation” al trogolo (musicale, s’intende) di “Tales Don’t Tell Themselves” il passo è stato breve per i Funeral For A Friend, inframezzato solo dal mediocre “Hours”. Ora, ad un solo anno di distanza, i cinque gallesi tornano a farsi sentire con questo nuovo “Memory and Humanity”, ideale crocevia della loro pur breve carriera. Si tratterà del canto del cigno oppure segnerà la rinascita immortalata dalla proverbiale Araba Fenice? Più la seconda che la prima, verrebbe da dire ad ascolto ultimato, anche se lascino pure ogni speranza i fan della prima ora, dato che siamo pur sempre ben lontani dal livello qualitativo che aveva contraddistinto il capolavoro citato in apertura. Abbandonate le velleità del precedente concept album, i nostri si muovono piuttosto fin dall’opener “Rules and Games” su sonorità rock vicine a quelle del già citato “Hours”, ponendosi come un’alternativa più malinconica ai connazionali Lostprophets. Lungi dall’essere stucchevole, il nuovo lavoro dei gallesi scorre comunque via veloce, in virtù di pezzi accattivanti e diretti come “Maybe I Am” e “Beneath the Burning Tree”, il cui pregio maggiore è proprio da ricercare nella non banale semplicità esecutiva, ulteriormente impreziosita dalla sempre avvolgente timbrica del singer Matt Davies. Certo, scorrendo la tracklist si può intravedere anche qualche richiamo alla primigenia violenza sonora (si prendano ad esempio “Kicking and Screaming” e “Waterfront Dance Club”, non a caso scelti come singoli), ma l’impressione è che ormai nelle corde dei nostri vi siano più arpeggi che power chord; poco male comunque, dato che tra gli episodi migliori del disco figurano proprio le due ballad “Building” e “Charlie Don’t Surf” (che sia in corso un contenzioso con i Baustelle?). Da citare infine anche la cangiante cover e l’ottima produzione di Romesh Dodangoda, ideali ciliegine sulla torta preparata dai nostri per festeggiare nel migliore dei modi il loro come-back: il passato è perduto per sempre e non tornerà, ma anche il presente non è tutto sommato poi così male.

TRACKLIST

  1. Rules And Games
  2. To Die Like Mouchette
  3. Kicking And Screaming
  4. Constant Illuminations
  5. Maybe I Am?
  6. You Can't See The Forest For The Wolves
  7. Building
  8. Beneath The burning Tree
  9. Someday The Fire...
  10. Waterfront Dance Club
  11. Charlie Don't Surf
  12. Ghosts
  13. Constant Resurrections
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.