7.5
- Band: FUNERAL FOR A FRIEND
- Durata: 00:40:36
- Disponibile dal: 14/03/2011
- Etichetta:
- Roadrunner Records
- Distributore: Warner Bros
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Dopo il greatest hits "Your History Is Mine" e l’incoraggiante EP "The Young and Defenceless", arriva finalmente il quinto full length per la formazione gallese, il primo registrato dopo la dipartita del bassista Gareth Davies e del chitarrista Darran Smith. In realtà il cambio di line up non sembra aver inficiato il songwriting dei nostri, anzi: pur senza raggiungere i livelli del debut "Casually Dressed & Deep in Conversation", "Welcome Home Armageddon" si segnala come un gradito ritorno alle origini, segnando un ulteriore passo avanti rispetto al deludente "Tales Don’t Tell Themselves" e al pur discreto "Memory and Humanity". Escludendo l’intro e la stucchevolezza di "Medicated", il resto della tracklist rilancia alla grande le quotazioni dei nostri nel firmamento screamo con un lotto di canzoni tirate e ficcanti, in cui le emozionanti linee melodiche del singer Matthew Davies trovano un contraltare nello screaming del batterista Ryan Richards, mentre le chitarre tornano ad alternare riff intricati a delicati arpeggi come ai vecchi tempi. Qualche esempio? "Front Row Seats To The End Of The World", "Spinning Over The Land", "Damned If You Do, Dead If You Don’t" e "Broken Foundation" mettono bene in mostra la ritrovata aggressività dei nostri, ma anche gli episodi più diretti come "Old Hymns", "Sixteen", "Aftertaste" o "Man Alive" lasciano il segno, riprendendo esattamente là dove "Hours" ci aveva lasciato. Non sarà l’armageddon del titolo ma, considerato lo stato di forma di una scena ormai decimata da ritiri a tempo indeterminato (Atreyu, Finch, From First To Last, From Autumn to Ashes, Hell Is For Heroes) e band in continuna involuzione (The Used, Lostprophets, Taking Back Sunday), il ritrovato stato di forma dei FFAF scende coma manna dal cielo per tutti gli appassionati di queste sonorità.
