FUNERAL HARVEST – Redemptio

Pubblicato il 02/11/2022 da
voto
7.0
  • Band: FUNERAL HARVEST
  • Durata: 00:30:07
  • Disponibile dal: 31/10/2022
  • Etichetta:
  • Signal Rex

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Album di debutto per la formazione internazionale (per tre quarti norvegese e per il restante italiana) con base a Trondheim, che ha esordito un paio di anni fa con un (buon) EP omonimo. Rispetto ad allora registriamo un cambio di chitarrista ma non di sound: i Funeral Harvest suonano black metal in un’accezione molto classica, con i propri riferimenti stilistici ben ancorati nella Scandinavia di fine anni ‘90/primi 2000, sulla scia di Gorgoroth, Marduk e Dark Funeral in particolare.
Fatte salve queste premesse, possiamo comunque riscontrare un certo grado di evoluzione nel songwriting, vuoi anche per il minutaggio un po’ più corposo a disposizione. La band opta in ogni caso per mantenersi sul limite della mezz’ora (intro ed outro compresi), scelta sicuramente apprezzabile perché l’ascolto risulta snello e sfrondato da troppe cosiddette autocitazioni e ripetizioni.
Pezzi brevi e diretti quindi, tra i quali la sola “Sorath” sfonda il tetto dei cinque minuti, prendendosi maggiore libertà: qui il black metal furioso dei musicisti italo-norvegesi incorpora un breve intermezzo atmosferico nel quale il basso è in evidenza , prima di ripiombare in mezzo alla carneficina. Sono questi rallentamenti e gli inserimenti più melodici a rendere maggiormente vario e godibile un prodotto che risulta certamente ben fatto pur non inventando assolutamente niente. “Fire Sermon” e “Anthitesis” formano una buona doppietta iniziale e soprattutto la prima evidenzia l’ottima prova vocale di Lord Nathas, l’unico membro italiano del gruppo, che si dimostra piuttosto versatile, intervallando il consueto scream con brevi fraseggi vocali algidi e puliti. L’intero disco si muova su coordinate simili, ma come già detto, non abbiamo materialmente il tempo di annoiarci e in ogni caso i Funeral Harvest riescono a diversificare abbastanza le soluzioni adottate, pur muovendosi in territori molto ben definiti.
La produzione, sporca ma non caotica, contribuisce a valorizzare le composizioni che soffrono però ancora di una certa mancanza di personalità: meno grezzi rispetto agli esordi, ma ancora molto dipendenti da chi è venuto prima di loro e ha dettato le regole di questo approccio al black metal.
Restano le annotazioni positive, perciò se siete fan del black metal come ve lo abbiamo descritto (face painting, sangue copioso, mantelli e cartuccere comprese) e siete curiosi, date un ascolto a questo dischetto.

TRACKLIST

  1. Opus Cælestis
  2. Fire Sermon
  3. Antithesis
  4. Principum Et Finis
  5. Soli Ego Gloria
  6. Womb Of Snakes
  7. The Crimson Night Tide
  8. Sorath
  9. Libera Per Ignem
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