FUNERAL MIST – Deiform

Pubblicato il 28/12/2021 da
voto
8.0
  • Band: FUNERAL MIST
  • Durata: 00:53:58
  • Disponibile dal: 17/12/2021
  • Etichetta:
  • Norma Evangelium Diaboli

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La pubblicazione a sorpresa è ormai consuetudine per i Funeral Mist, realtà peculiare non solo a livello artistico, ma anche per quanto riguarda l’approccio alla lavorazione e alla promozione di un disco. Annunciato solo pochi giorni prima della sua effettiva uscita, il quarto full-length del progetto di Arioch (alias Mortuus o Daniel Rostén) si dimostra come previsto uno dei massimi esempi di black metal di questo ennesimo annus horribilis. Di fronte a un disco come “Deiform” si deve ricorrere ad un vocabolario nuovo che attinga al lessico delle sensazioni più che a quello della ragione per definire la materia trattata. Come era stato per il magistrale “Hekatomb” e per le altrettanto fortunate opere degli inizi, il presente lavoro si muove sulle linee di una spirale degenerativa, tra altezze siderali e discese repentine. Ancora una volta, il black metal marchiato Funeral Mist sembra procedere per fasi di densità e sottrazione sonora, tocchi e rumori in libera traiettoria e collisioni scintillanti. Rispetto al repertorio precedente, il sound e la forma si sono fatti leggermente più nitidi, meglio disposti alla sovraincisione su primitivismi scarni e all’accenno di armonia (accenno, sia chiaro); il contenuto, tuttavia, a conti fatti rimane una sinfonia di metallo e depravazione, dal momento che Arioch in questo suo mondo deviato riesce incredibilmente a fare risultare raggelante anche un coro di bambini (“Children of the Urn”).
È importante ascoltare il disco con calma per cogliere e captare tutte le sfumature, tutta la complessità e la sottigliezza di un fenomeno black metal che si ramifica, che prende vita ampliandosi e amplificandosi e che può rapidamente cambiare traiettoria a seguito di un riff, di una declamazione con una voce più pulita o di una delle tante altre trovate del leader del progetto, che anche in questo caso non risparmia cori ecclesiastici, rintocchi di campane e altre soluzioni estemporanee per ornare la proposta di ulteriore squilibrio. Come sempre, vi è anche una certa orecchiabilità nel lavoro di chitarra, soprattutto in quei brani in cui le strutture sono più essenziali (“Apokalyptikon”), tuttavia, di nuovo, l’idea pare essere quella di un suono pervaso da un senso di inquietudine apocalittica, che si nutra dell’alienazione che regna nell’animo di Arioch, quasi per elevare la musica a organismo pulsante, veicolo di pessimismo totale. Episodi come “In Here” e la titletrack tradiscono e sovvertono ogni premessa con azzardi spiazzanti e inattesi, mettendo in mostra la sempre più spiccata vena istrionica del frontman, ormai abilissimo nel modulare riffing e voce restando tuttavia sempre fedele al turpe concept originario.
Poco più di cinquanta minuti di immersione sensoriale, questa volta resa ancora più densa dall’elevata durata media delle composizioni: dopo attenti ascolti, “Deiform” ha il sapore di una affermazione definitiva, di una macabra epifania che proietta ancora una volta i Funeral Mist ai vertici del movimento black metal.

TRACKLIST

  1. Twilight of the Flesh
  2. Apokalyptikon
  3. In Here
  4. Children of the Urn
  5. Hooks of Hunger
  6. Deiform
  7. Into Ashes
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