FUNERAL – Praesentialis In Aeternum

Pubblicato il 05/12/2021 da
voto
7.5
  • Band: FUNERAL
  • Durata: 01:26:56
  • Disponibile dal: 10/12/2021
  • Etichetta:
  • Season Of Mist

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I Funeral mancano all’appello dal 2012, anno di pubblicazione dell’ottimo “Oratorium”, album con sonorità più accessibili rispetto al loro passato. I pionieri del funeral doom, con una carriera trentennale ed almeno un disco fondamentale nella loro bacheca – il loro esordio “Tragedies” del 1995 (dopo due demo) – sembrano essere in discreta forma fin dalle dichiarazioni del loro batterista e storico leader Anders Eek, che ci racconta come è nato il nuovo disco: “In questi nove anni avrei potuto scrivere dieci album, ma ne ho scritti solo due. Tutto è ripartito quando il cantante Sindre Nedland mi ha detto di esser pronto a focalizzarsi di nuovo sulla musica“. E così è nato “Praesentialis In Aeternum”, che il musicista norvegese descrive come “una naturale progressione, una specie di mix di ciò che abbiamo realizzato con gli ultimi tre album“. Il disco presenta anche parecchie novità, aspetto sorprendente si si pensa a quanto lunga sia la carriera della band: in particolare, la presenza di un violinista come membro fisso della formazione e i testi completamente in norvegese, scritti, anche questa è una prima volta, da un personaggio esterno alla band, uno psicologo che si è ispirato al lavoro di Kant.
Musicalmente, è vero che siamo dalle parti di ciò che la band di Drammen ha pubblicato da “From This Wound” in poi, ed in particolare è riconoscibile l’impronta sinfonica che caratterizzava l’ultimo “Oratorium”; siamo quindi più vicini al gothic/doom che al funeral, anche se tracce di quest’ultimo sono ancora evidenti. Sembra chiara l’intenzione, tra l’altro espressa dallo stesso Eek, di accontentare i fan di tutte le fasi della carriera dei norvegesi, ma l’operazione non suona per niente artificiosa o ruffiana, grazie soprattutto all’apprezzabile sforzo di oltrepassare i cliché che il genere imporrebbe. “Praesentialis In Aeternum” è, infatti, un mattone nero come la pece, carico di malinconia e dolore come da tradizione, ma un ascolto attento rivela dettagli inaspettati. Molti pezzi, ed in primis l’opener “Ånd”, si distinguono per un mood fieramente epico amplificato dall’uso di cori, come degli Enslaved rallentati ed incupiti. “Vekst (Erindring: Prolog)” è il brano più pesante del lotto, quello più death metal, e nei suoi lunghi nove minuti letteralmente si respira oscurità. C’è posto, in chiusura, anche per una soave ballata al piano, “Shades From These Wounds”. Come bonus track, infine, una cover della celeberrima “Samarithan” dei maestri Candlemass, che, senza stravolgimenti eccessivi, viene reinterpretata in maniera tutto sommato personale, soprattutto dal punto di vista vocale.
In quasi novanta minuti di musica, e di questo tipo di musica, qualche momento debole è fisiologico, ma “Praesentialis In Aeternum” è di certo un album di alto livello; e sembra che il suo successore sia praticamente già pronto…

 

TRACKLIST

  1. Ånd
  2. Materie
  3. Erindring I - Hovmod
  4. Erindring II - Fall
  5. Oppvåkning
  6. Dvelen
  7. Her Til Evig Tid (Ånd: Epilog)
  8. Vekst (Erindring: Prolog)
  9. Shades From These Wounds
  10. Samarithan
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