6.0
- Band: FUNERAL
- Durata: 01:09:05
- Disponibile dal: 24/05/2011
- Etichetta:
- Solitude Prod.
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“To Mourn Is A Virtue” è l’ultimo, ennesimo, album dei Funeral, band norvegese la cui attività musicale risale agli inizi degli anni ’90. Il sestetto è una di quelle realtà tipiche di certo sottobosco scandinavo, che in anni di attività hanno raggiunto un certo status presso gli amanti del loro genere – in questo caso il doom – senza mai sfondare sotto il profilo commerciale. Insomma, banalmente, una sorta di “band di culto”. Quasi vent’anni di carriera all’insegna di una assoluta fedeltà a un sound lento e deprimente, inizialmente più vicino a territori cosiddetti funeral, per poi divergere con le ultime prove in studio verso un classico doom-gothic alla My Dying Bride, la cui impronta stilistica viene ritrovata anche in questo nuovo disco – in verità una raccolta di brani composti fra il 1996 e il 2004 – che è il primo a uscire per la sempre più affermata Solitude Productions. Incasellare “To Mourn Is A Virtue” nel succitato filone è infatti impresa facile, dato che tra i suoi solchi rintracciamo tutti i maggiori clichè del genere: dalle ritmiche cadenzate alla voce lamentosa, dai lead di chitarra intrecciati con semplici motivi di tastiera all’atmosfera costantemente solenne e dolorosa. Intendiamoci, le cose non potevano andare diversamente, visto che si tratta appunto di pezzi anche assai datati. Tuttavia, riesce comunque difficile appassionarsi all’ascolto, perchè ancora una volta il gruppo non si dimostra ispirato a sufficienza per “reggere” i quasi settanta minuti di durata del platter. Capiamo che il lavoro debba essere visto come una raccolta volta a “svuotare i cassetti”, ma vi è comunque troppo materiale: si parte bene e si scovano altre buone parentesi sparse nella tracklist, ma alcune tracce seguono sin troppo alla lettera il “bigino del doom-gothic”, mentre degli episodi si perdono in parti ridontanti davvero noiose, ingiustificabili anche per un genere di base “prolisso” come quello in questione. Insomma, anche in questa circostanza, solo alti e bassi per i Funeral: mai dire mai, però sembra che per il gruppo norvegese l’ora del vero exploit tardi sempre ad arrivare.
