FUNERALIUM – Decrepit

Pubblicato il 21/12/2021 da
voto
8.0
  • Band: FUNERALIUM
  • Durata: 01:17:43
  • Disponibile dal: 29/10/2021
  • Etichetta:
  • Caligari Records
  • Weird Truth Productions

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Cosa sono i Funeralium, se non disidratazione della vitalità, drenaggio copioso di ogni conato alla gioia, repulsione e tossicità inalate a pieni polmoni, per restituire del mondo e di noi un’immagine brutta, sordida, disgustosa? Tutto si può dire della compagine parigina, fuorché non sappia perpetrare, di disco in disco, un immaginario sonoro, visivo e concettuale tra i più estremi in circolazione. Se non il più estremo, oseremmo affermare, rimanendo nell’ambito del funeral doom. Indulgendo sulle lunghe durate, dosando lentezza esasperante e cavalcate imperiose e roboanti, pendolamenti di note così insistiti da scivolare nell’immobilismo, torsioni di dissonanze e tremolo picking da far contorcere le viscere, i doomster francesi si riconsegnano a noi intatti nel loro sadismo. Intatti ma non per questo mollemente adagiati sugli allori: “Decrepit” è il quarto figlio degenerato del quintetto, un assemblato limaccioso e putrescente di funeral doom, black metal e tutto ciò che a questi generi gravita attorno. Conglomerati depressive, agonie al limitare del drone, perfino arpeggiati – di chitarra e basso – che, se immersi in altri contesti, non esiteremmo a definire gotici. Soltanto che, nel plumbeo mare di sofferenza di quest’album, sappiamo essere soltanto brevi pause e meditazioni attorno ad abissi di incommensurabile dolore.
Nell’autoflagellarsi, i Funeralium mantengono un dinamismo e uno slancio raro, proponendo sempre una ricchezza strumentale, di arrangiamenti ed emotiva che realtà così votate al martirio difficilmente sanno offrire con continuità. La tentazione alle lungaggini in questi casi è forte, mentre i musicisti francesi dilatano i tempi mantenendo intatti furore e concentrazione. Le chitarre si intrecciano ora con veemenza, ora spegnendosi afflitte, cauterizzando le ferite per aprirne di nuove; il doppio basso le incornicia dandogli una forza propulsiva e un commento unico. Uniche sono, d’altronde, le sfumature nerastre delle parti più calme e brumose, come unici sono i sussulti che i due bassi diffondono quando la rabbia riprende a scorrere selvaggia. La costruzione delle singole tracce sfugge a ovvi riferimenti del mondo death-doom o del black metal più deviato, miscelando diversi approcci senza farne proprio nessuno, se non in modo sfumato e a suo modo originale. La devianza insita nell’insieme, rispetto alla pletora di compagini votate a sonorità depressive e commiseratorie, si nutre di una brillantezza di idee ed esecutiva nettamente sopra la media; anche nel far riverberare i suoni, nel nutrirli di catrame e odio, si nota una ricercatezza profonda, la lucidità di chi sa cosa è necessario suonare e come.
Nel loro percorso costellato di nefandezze, diamo atto ai Funeralium di aver lievemente affinato la formula; “Decrepit”, nella registrazione e nelle interazioni tra gli strumenti, appare meno ostile e impegnato a offrire un’esperienza di ascolto un poco più ‘liscia’. Filtrano armonie relativamente ariose, melodie che, per quanto luttuose, sanno aprire piccoli squarci di ardore nei nostri cuori. Anche gli sprazzi di maggior violenza appaiono più ragionati, come se nello spiegare il proprio malessere la band volesse utilizzare un linguaggio più meditato. I paragoni possibili, oggi come del resto per i lancinanti predecessori “Deceived Idealism” e “Of Throes And Blight”, si restringono alla scena extreme doom francese, quella dei compagni di merende Ataraxie, Mourning Dawn e Conviction. Una speciale propensione all’agonia e un modo di affrontare, combattere e infine perdere il confronto coi propri demoni, circoscritto alla scena francese e ad alcuni suoi musicisti. Una forma espressiva che nel caso dei Funeralium rimane di qualità eccellente e non esitiamo a consigliare: fosse soltanto per un fugace ascolto, per capire quanto (ci) si possa far male con estro e creatività.

TRACKLIST

  1. Aviditas
  2. Ruination
  3. The Lunatic Escalation Towards Extinction
  4. The Terminal Purge
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