FUNERALIUM – Of Throes and Blight

Pubblicato il 02/05/2017 da
voto
8.0
  • Band: FUNERALIUM
  • Durata: 01:34:03
  • Disponibile dal: 12/04/2017
  • Etichetta: Weird Truth Productions
  • Distributore:

Costante, sfibrante e annichilente devastazione sonora. Novantacinque minuti che sgretolano speranze, illusioni, gioie e voglia di vivere. Il funeral doom proposto dai quattro francesi (in realtà ancora cinque durante la registrazione di questo disco, prima della dipartita di A.D. K’shon) è estremo, nei tempi, nella dilatazione sensoriale, nella corrosiva rabbia delle vocals di Marquis e Asmael, la cui folle disperazione rimanda all’agonia sanguinante degli Abruptum, mentre il disprezzo carico di odio verso l’intero genere umano non può che ricordare Kvarforth e i suoi Shining. I primi due pezzi – “Slowly We Crawl Towards Crumbs” e “Spit at My Face, I Will Pluck Your Tongue Out” – sono un pugno allo stomaco: piegano in due e lasciano boccheggianti, alla ricerca di aria che non viene mai trovata. Anzi, le improvvise accelerazioni della band (che arriva a suonare in tremolo pick e blast-beat), creano una confusione tale da farci sprofondare ancora di più nella consapevolezza dell’ inutilità dell’esistenza. C’è crudele determinazione nel mescolare le melodie tragiche e strazianti con lentezza e velocità portate all’iperbole, esasperate in modo violento e devastante. Questo è il primo dei due dischi che compongono “Of Throes And Blight”. Il secondo inizia con “Vermin”, che per il primo minuto ci trapana la mente con un synth abbandonato, solitario e regolare, che, come la goccia in grado di scavare la roccia, si fa strada in noi, fino all’urlo di angoscia che porta l’ingresso degli strumenti veri e propri. I tempi si fanno ancora più lenti, la voce è un despota ipnotico che domina sul panorama sonoro, non si interrompe un attimo nella tragica scarnificazione che ci impone, tutto sembra volerle dare risalto – dalla batteria, lasciata abbastanza “dietro” come volumi, alla chitarra, che si fa sentire solo quando cambiano il suo pattern, fino ai due bassi che riempiono pulsanti l’udito dell’ascoltatore e sembrano voler strappare i coni dalle casse. C’è tantissimo, in realtà, in questo disco anche se è nascosto dietro il minimalismo sonoro ed ogni tacca di volume in più è come una pennellata che dipinge ombre e riflessi, un tocco che delinea l’immagine principale visibile fin da subito. I quasi 34 minuti di “Vanishing Once And For All” sono la prova finale cui veniamo sottoposti e questa non può che essere una vera ordalia: la sfida lanciata dai Funeralium agli ascoltatori grida con folle lucidità, è sputata con disprezzo ed è ingannevole; essa offre sprazzi di quiete, raggi di luce e tenui bagliori di speranza che vengono puntualmente triturati dal peso del malessere che, denso come la pece e pesante come un blocco di nera pietra, frantuma anche noi. Quando l’agonia termina ci rendiamo conto che, per tutto il tempo, avremmo voluto porvi fine, ma il folle e sprezzante dolore dei Funeralium ci ha tenuti bloccati in uno spazio dove il tempo perde senso, comprimendosi e dilatandosi, come il pulsare di un cuore che, malato, rallenta sempre di più fino all’ inesorabile fine. Ancora una volta i doomster parigini ci regalano un capolavoro nel genere, ancora una volta la giapponese Weird Truth dà alle stampe un disco devastante. Se siete tra coloro che pensano che il funeral doom abbia dato tutto ciò che può dare, questo è il disco che vi farà ricredere. Se siete alla ricerca di emozioni distruttive e lancinanti, questo è il disco che fa per voi. Più semplicemente, questo è un disco che nessun amante delle sonorità più estreme dovrebbe farsi sfuggire.

TRACKLIST

  1. Slowly We Crawl Towards Crumbs
  2. Spit At My Face, I Will Pluck Your Tongue Out
  3. Vermin
  4. Vanishing Once And For All
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