FUNEREAL PRESENCE – Achatius

Pubblicato il 16/04/2019 da
voto
7.5
  • Band: FUNEREAL PRESENCE
  • Durata: 00:48:32
  • Disponibile dal: 15/02/2019
  • Etichetta: Sepulchral Voice
  • Distributore:

Il dualismo tradizione/modernità è spesso un limite dell’attuale circuito black metal. Una gabbia entro cui sempre più gruppi tendono a schematizzare pensieri, idee e flussi creativi, tra chi rinnega a priori gli insegnamenti del passato, lanciandosi in una serie di contorsioni fini a se stesse, e chi, di contro, sembra incapace di attualizzare una formula ampiamente sviscerata nel corso dei decenni. Mattias Müller, schivo personaggio dell’underground newyorkese, conosce però troppo bene le potenzialità dei due approcci per sottostare a simili vincoli, e nel nuovo capitolo della saga Funereal Presence ne dà prova con sagacia e rinnovato spirito di intraprendenza.
Il suono racchiuso in “Achatius” è di quelli che oseremmo definire ‘senza tempo’: parte da lontano, assorbe i raggi di un’alba antica che ha visto nascere le migliori opere di Darkthrone e Satyricon (difficile non pensare alle atmosfere medievali di un “Nemesis Divina”), e si addentra a poco a poco negli scenari umbratili di certi dischi degli anni Duemila, in un gioco di rifrazioni e cromatismi che lascia sovente di stucco per la coerenza dell’insieme. La produzione lo-fi, la ripetitività del riffing e lo screaming disperato discendono direttamente dai maestri norvegesi, e rappresentano un porto franco per coloro che venerano i dettami del filone ‘trve’, ma le insolite impennate di melodia, le punteggiature folk/classic metal e lo sviluppo tortuoso di ognuna delle quattro tracce (mai inferiori ai dieci minuti di durata) volgono lo sguardo a orizzonti che poco o nulla hanno di convenzionale.
Un involucro scabro per dei contenuti dalle spiccate velleità progressive, restii a scadere nell’arroganza espressa da altri coetanei e sospinti da un moto armonico che li rende comunque fruibili e intelligibili. Un’opera trasversale che, sulla carta, ha tutte le carte in regola per intercettare più fasce di pubblico, dagli indefessi seguaci dei Nineties ai fan dei Tribulation (di “The Formulas of Death”). In definitiva, un ascolto consigliato.

TRACKLIST

  1. Wherein Achatius Is Awakened and Called Upon
  2. Wherein a Messenger of the Devil Appears
  3. Wherein Seven Celestial Beasts Are Revealed to Him
  4. Wherein Achatius Is Flogged to the Hills of Violation
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