FUOCO FATUO – 33 Colpi Di Schizofrenia Astrale Nell’Abisso Nero

Pubblicato il 29/01/2013 da
voto
6.0

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Le prime note di questo demo degli italianissimi Fuoco Fatuo fanno balzare subito alla mente i Korn. Inizio spiazzante, visto che avevamo tra le mani un prodotto che si presentava come appartenente al mondo dello sludge e del doom. Ma i rintocchi tentennanti di tastiera, il basso pulsante e le chitarre raspose e raschianti della intro, unite alla batteria tribale sullo sfondo, fanno venire in mente in maniera paurosa la celeberrima intro di “It’s On” dei Korn. Forse è solo un abbaglio di chi ascolta, ma finito la fruizione non potremo negare che comunque una sottile venatura costante di alternative metal novantiano permea il lavoro dall’inizio alla fine in maniera quasi impercettibile, ma permanente. Forse più il risultato dei limitati mezzi di produzione che altro, ma comunque questo possibile background “alternative” ancestrale dei nostri rimane sempre palpabile sullo sfondo. “L’Abisso” comunque – questo il nome della opener – poi si riprende più che bene e ci colpisce finalmente con i familiarissimi e malatissimi riffoni bluesy e crusty che sono l’essenza di base dello sludge metal. Un tripudio totale di downtunage scellerato, ritmiche comatose, un’immancabile attitudine punk e tanta sana violenza. Le voci sono forse il tratto più inconfondibile della natura sludge del lavoro, sorta di rantolo psicotico a metà strada tra stridente timbrica black metal e irriverente attitudine punk, stile ibrido leggendario che un certo Mike Williams ha brevettato quasi trent’anni fa. Le successive “Vuoto Nero” e la title track non sviluppano oltre modo il discorso introdotto dalla opener ma casomai offrono piacevole conferma che la band, quando messa di fronte al compito di creare delle pure e semplici canzoni sludge, non delude certo le aspettative e  sa fin troppo bene quello che fa. Menzione particolare va fatta al lavoro egregissimo del batterista Fabrizio, ottimo interprete della logica sludge-doom e maggior portatore del carico nichilista e pessimista che la band cerca di veicolare grazie una performance dietro le pelli assolutamente priva di sbavature e dal tiro essenziale ma efficacissimo nello sviluppare composizioni depressissime e comatose come il genere richiede. Menzioni ben meno lusinghiere ci viene da farle all’uso dell’italiano come scelta interpretativa delle liriche, timbricamente pessima scelta per generi simili, e all’uso quasi parossistico che viene fatto delle tastiere che trasmettono un senso di gotico e fantasy assolutamente inutile e inadatto al genere. La proposta dei Nostri appare insomma ancora alquanto confusa ma ci sono anche tanti elementi positivi nel lavoro che fanno presagire ampi margini di miglioramento. Promossi.

TRACKLIST

  1. L'abisso
  2. Vuoto Nero
  3. 33 Colpi Di Schizofrenia Astrale
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