FURIS IGNIS – Decapitate The Aging World

Pubblicato il 11/01/2022 da
voto
8.0
  • Band: FURIS IGNIS
  • Durata: 00:40:16
  • Disponibile dal: 14/01/2022
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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Non è la prima volta che l’etichetta tedesca recupera un lavoro già uscito come auto-produzione, e in questo caso si tratta di un’operazione decisamente intelligente. Questo “Decapitate The Aging World” è infatti il debutto di una one-man band teutonica della quale (per ora) sappiamo poco e nulla, già rilasciato come demo nel dicembre del 2020.
L’intera estetica ci rimanda agli anni ‘90: la copertina ci mostra un cavaliere solitario alle spalle del quale si stagliano un castello oscuro e un paesaggio scarno avvolto dalla nebbia, il tutto in scala di grigi, come nella migliore tradizione del black metal oscuro e dalle tinte medievali. E infatti di questo parliamo, a prescindere da quanto sia di recente concepimento questo disco, che recupera non solo dai maestri scandinavi, ma anche dalla scuola tedesca, come riportato nelle note biografiche, dove si citano tra le influenze il piccolo capolavoro “A Touch Of Medieval Darkness” dei Desaster, oltre a primi Katharsis e Moonblood. Rispetto ai gruppi citati, Furis Ignis ha optato per una produzione più nitida, mantenendo comunque un piglio decisamente grezzo nei suoni come nella struttura black metal delle canzoni, che si sporca occasionalmente di thrash e heavy classico.
E’ nella scia di questa tradizione che dobbiamo inserire il disco, come ci dimostra immediatamente “Witness The Nightsky Palpitating To The Beat Of Premonition”, il primo dei sei capitoli che ci fanno immergere in un medioevo gelido e nerissimo. Un brano lungo, ricco di cambi di tempo, capace di unire furia ed atmosfera. Impossibile non pensare al Conte di Bergen in alcuni frangenti, per riffing e soprattutto per l’uso a tratti minimale delle tastiere. Queste appaiono fondamentali: a volte magniloquenti, in altri punti più scarne, abbracciano ed impreziosiscono un brano che parte al fulmicotone per poi prendere strade differenti. Si cambia parzialmente registro con la seguente “Hostis Mundi”, un ottimo midtempo che mette il luce il contributo interessante del basso (qualcuno ha detto Gorgoroth?), già udibile nell’opener, ma reso meno evidente dalla ricchezza di elementi proposti. “Zinnen Von Eis” è una pausa ambient/dungeon synth in pieno stile Wongraven e primo Mortiis, cui fa da contraltare il pezzo più ‘fracassone’ del lotto, “C.B.M.G.”, cavalcata thrash’n’black catchy quanto sgraziata, dove di sintetizzatori non c’è nemmeno l’ombra. A chiudere, un pezzo tipicamente black, stilisticamente vicino a “Guarding The Gate” ma più cadenzato e lento, che vede alcuni fraseggi di voce pulita accanto allo screaming tipicamente black metal che caratterizza il lavoro, interamente cantato in tedesco e dai testi parzialmente intelligibili.
I punti di forza di questo album sono vari e compensano abbondantemente i piccoli peccati veniali: si tratta pur sempre di un debutto, nel quale, nonostante le influenze facilmente individuabili, possiamo trovare personalità, idee interessanti e un buon grado di varietà (e assoli di pregio). “Decapitate The Aging World” è un bel disco, animato da quella dose di grezza melodia che è sempre più raro trovare, uno di quei lavori che riesce ad ergersi nel marasma incontrollato di uscite in ambito estremo e farsi riascoltare con piacere. Un plauso alla Iron Bonehead per questo ripescaggio, noi vi consigliamo vivamente l’ascolto (e successivo acquisto) della prima provo del ‘Ladro Di Fuoco’.

TRACKLIST

  1. Witness The Nightsky Palpitating To The Beat Of Premonition
  2. Hostis Mundi
  3. Guarding The Gate
  4. Zinnen Von Eis
  5. C.B.M.G.
  6. Donner In Den Bergen
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