FUTURE OF THE LEFT – How To Stop Your Brain In A Car Accident

Pubblicato il 03/12/2013 da
voto
8.0
  • Band: FUTURE OF THE LEFT
  • Durata: 00:44:58
  • Disponibile dal: 21/10/2013
  • Etichetta: Prescriptions
  • Distributore:

“The music industry is lying to you” è l’assunto fondamentale di questo “How To Stop Your Brain In An Accident”. E questo è uno dei dischi essenziali dell’anno, al di là dei confini di genere. Essenziale per chi ama l’irriverenza, l’eclettismo, le band estroverse, malate, squilibrate. Essenziale per chi segue da sempre i Future Of The Left, ovviamente. “How To Stop Your Brain…” è il quarto disco per la formazione di  Cardiff, sdoganatisi dalla pressione discografica, quasi in un nuovo inizio, supportati unicamente dalle donazioni dei fan via PledgeMusic. Preceduto da un EP, “Love Songs For Our Husbands”, che conteneva la traccia portante “The Male Gaze”, si era già presentato lasciando intuire la portata di questo quarto lavoro, ma è immensamente superiore alle premesse: il più duro, aggressivo, post-hardcore eppure così punk negli intenti e con una forma cesellata di stampo indiepop. Faith No More, in pratica. Ma oggi. Con il piglio di ieri. Le liriche sono fondamentali per captare l’essenza del disco e del mondo (tanto presente da sembrare lontano anni luce). E nulla è fuori posto, così come negli arrangiamenti e nel groove fenomenale che i Future Of The Left riescono a conferire a questo lavoro. Mr.Falco è in forma smagliante e riesce a donare quel qualcosa che sembrava mancare nel pur ottimo “The Plot Against Common Sense”: quel sorriso malconcio e disfatto eppure dannatamente divertito che domina in questo “How To Stop Your Brain In An Accident”. “Bread, Cheese, Bow and Arrow” è un anthem perfetto per capitanare il lotto con un riffing astuto, un basso che così efficace non lo si sentiva da “The Art Of Rebellion” dei Suicidal Tendencies, abbinato a un Egglestone sempre efficace e ad un’interpretazione sopraffina di Andy Falkous, vero leader della proposta dei gallesi. Ebbene sì, i Nostri hanno fatto le cose per bene, superandosi in pieno e raggiungendo sicuramente quello che può essere considerate il disco della maturità. Mike Patton incontra i Black Flag, ma tutti hanno almeno vent’anni in meno, e se solo questo non basta per gasarsi allora basta sentire il post-hardcore puro mischiato ai Primus di “Future Child Embarrassment Matrix” o i System Of A Down che incontrano i Sum 41 di “Jhonny Borrell Afterlife”. “I Don’t Know What You Ketamine (But I Think I Love You)” è uno schiaffo in faccia, datosi da soli per cercare di capire qualcosa in questo presente così distopico. “French Lessons” è la perifrasi di un surrealismo pop mischiato ad una forma mentis cantautorale assimilabile ad una scena di Leonard Cohen che si confida con Tyler Durden. E poi si sentono i Cop Shoot Cop in “Things To Say To Friendly Policemen” per poi concludere con il Tom Waits degli anni d’oro di “Why Aren’t I Going To Hell?”, mentre la frase “I’ve slept with the beasts of the far flung East / I made a pact on my back and it suits me well,” si sposa con i vecchi sintetizzatori anni ’70 tanto amati da Falkous e pone il sigillo di cera su questo grande lavoro. Such a long way down…

TRACKLIST

  1. Bread, Cheese, Bow and Arrow
  2. Johnny Borrell Afterlife
  3. Future Child Embarrassment Matrix
  4. The Male Gaze
  5. Singing Of The Bonesaws
  6. I Don't Know What You Ketamine
  7. French Lessons
  8. How To Spot A Record Company
  9. Donny Of The Decks
  10. She Gets Passed Around At Parties"
  11. Something Happened
  12. The Real Meaning Of Christmas
  13. Things To Say To Friendly Policemen
  14. Why Aren't I Going To Hell?
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