G.O.L.E.M. – Gravitational Objects Of Light, Energy And Mysticism

Pubblicato il 08/06/2022 da
voto
8.0
  • Band: G.O.L.E.M.
  • Durata: 00:44:52
  • Disponibile dal: 22/03/2022
  • Etichetta:
  • Black Widow

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I G.O.L.E.M. sono una formazione italiana al debutto discografico, ma la loro storia inizia da molto più lontano, nei primi anni Duemila: in quegli anni il leader e fondatore Paolo Apollo Negri militava in una band, i Wicked Mind, la cui eredità artistica viene raccolta oggi da questa nuova incarnazione. Assieme a Negri, che si occupa dell’organo hammond, oggi abbiamo una nuova formazione, che vede Emil Quattrini al piano elettrico e al mellotron, Francesco Lupi alla batteria, Marco Zammati al basso e Marco Vincini alla voce. Niente chitarre, dunque, una scelta che può apparire strana ma che ha avuto diversi illustri esponenti nel genere proposto. I G.O.L.E.M., infatti, sono dei talentuosi esponenti della scena prog rock, con delle solide radici che affondano nell’epoca d’oro degli anni Settanta. Come accadeva anche in quegli anni, la band non si lascia imbrigliare da semplici etichette e tra i solchi di questo debutto troviamo innumerevoli influenze, che partono dal prog rock britannico più tradizionale, per andare ad inglobare anche hard rock, psichedelia e kraut rock. “Gravitational Objects Of Light, Energy And Mysticism” è composto da sei tracce e, addentrandoci nella trama disegnata da questi ottimi musicisti, ci sembra di incontrare volti familiari, che hanno segnato intere generazioni di musicisti: nella potente “Devil’s Gold”, giustamente posta in apertura, troviamo richiami a formazioni come Uriah Heep ed Atomic Rooster; “Five Obsidian Suns”, a nostro parere la migliore del lotto, ci riporta invece ai Pink Floyd più psichedelici ed esotici di album come “A Saucerful Of Secrets” o “Ummagumma”, ma anche a passaggi più vicini ai Genesis di Peter Gabriel. Proseguendo ci preme citare l’ottima “The Man From The Emerald Mine”, introdotta egregiamente dal pianoforte, così come anche la title-track, che chiude il lavoro rappresentando un po’ la summa di quanto detto finora. Tutti i musicisti si prodigano in una performance di alto livello, a partire dalla sezione ritmica fino alla versatile prova vocale di Vincini, ma senza dubbio la punta di diamante è composta dall’accoppiata Negri/Quattrini, capaci davvero di padroneggiare tutta la gamma possibile di tastiere, con un approccio rispettoso e filologico e al tempo stesso in grado di essere rilevante anche nel 2022. L’assenza delle chitarre, una scelta rischiosa, soprattutto per chi – come noi – è abituato a considerarlo un po’ lo strumento principe, non impedisce alla band di erigere un notevole muro di suono. Questo, unito ad atmosfere spesso oscure, rende l’intero lavoro interessante e degno di attenzione anche per una platea come quella abituata a frequentare le pagine del nostro portale. In conclusione, quindi, un altro centro per la Black Widow Records, un’etichetta che ha sempre avuto un ottimo fiuto per le sonorità vintage e che ha trovato nei G.O.L.E.M. una band di innegabile qualità.

TRACKLIST

  1. Devil's Gold
  2. Five Obsidian Suns
  3. The Logan Stone
  4. The Man From The Emerald Mine
  5. Marble Eyes
  6. Gravitational Objects of Light, Energy and Mysticism
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