GABRIELS – Fist Of The Seven Stars Act 5, The Final Conflict

Pubblicato il 28/02/2026 da
voto
7.0
  • Band: GABRIELS
  • Durata: 01:07:33
  • Disponibile dal: 24/02/2026
  • Etichetta:
  • Broken Bones

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Dobbiamo ammettere che la recensione di questo “Fist Of The Seven Stars – Act 5, The Final Conflict” ha richiesto parecchio tempo. Come avrete facilmente intuito dal titolo, l’album rappresenta addirittura il quinto capitolo di una saga dedicata alle avventure di Ken il Guerriero e, siccome (lo ammettiamo) non conoscevamo gli episodi precedenti di questa epopea metal, ci siamo armati di cuffie e tempo libero, affrontando l’ascolto dell’intera opera per capire al meglio come inquadrare quest’ultimo — e conclusivo — capitolo.
Prima di parlarne, però, è giusto fare gli onori di casa e presentare il progetto Gabriels: cominciamo citando il compositore e mastermind dell’intero lavoro, Gabriele Crisafulli, che rappresenta a tutti gli effetti la chiave di volta del progetto. Possiamo poi dire che, come spesso accade per dischi costruiti attorno a una trama mutuata da opere letterarie o cinematografiche, ci troviamo di fronte a una metal opera — sulla falsariga di Avantasia o Ayreon — con diversi cantanti a comporre un cast in cui ciascuno presta la voce a un personaggio differente.

In questo caso sono molteplici anche i chitarristi coinvolti, ben sette, selezionati tra nomi noti del panorama tricolore come Antonello Giliberto, Tommy Vitaly e Frank Caruso (Arachnes). Il tema della storia, come già anticipato, è un caposaldo dell’infanzia di molti: il manga/anime “Ken il Guerriero”. Un progetto quindi lungo, ambizioso e dal respiro ampio, che richiede di essere compreso nella sua interezza per inquadrare adeguatamente il qui presente “Fist Of The Seven Stars – Act 5, The Final Conflict”.
Dobbiamo dire che la scelta di approfondire l’intero percorso ha sicuramente premiato questo lavoro. Preso singolarmente, “Act 5, The Final Conflict” è un disco valido, in costante equilibrio tra power, metal sinfonico e AOR, con una netta prevalenza per quest’ultimo: non inventa nulla di particolarmente nuovo, ma dimostra grande abilità nel giocare con gonfie tastiere anni ’80, magniloquenti orchestrazioni e melodie ben definite.
Ne risulta un album godibile, con diversi passaggi — soprattutto sul piano solistico — addirittura degni di applausi, ma caratterizzato da un’ecletticità stilistica forse eccessiva, che preso singolarmente rischierebbe di farlo apparire leggermente privo di una personalità propria.

Ascoltato però insieme ai capitoli precedenti, “Act 5, The Final Conflict” cambia volto e si presenta come la conclusione perfetta dell’intera saga. A essere stilisticamente variegato è infatti il progetto nel suo complesso. Nonostante nei cinque episodi si alternino più o meno gli stessi nomi, è possibile osservare, nell’arco della decina d’anni che ne ha scandito la pubblicazione, un’evoluzione del sound: più tipicamente power nei primi lavori e via via sempre più influenzato dall’AOR e dal metal sinfonico negli episodi più recenti.
Seguendo questo percorso — tra momenti in cui serviva maggiore melodia e altri in cui era necessario spingere maggiormente sull’aggressività — arriviamo a inquadrare questo disco come una raccolta di inediti che ritraggono però idealmente l’evoluzione dell’intera opera: una sorta di scrigno in cui vengono riallestiti i colori  e le sfumature dei capitoli precedenti, ripresentati qui però con gemme del tutto nuove.
E così che acquistano quindi splendore e personalità la grandeur delle due parti di “Sweet Devil’s Eyes”, l’incedere quasi tronfio delle tastiere di “Now I Know Your Name” e il bellissimo assolo della title-track, firmato dal talentuoso Leonardo Porcheddu, docente della scuola romana Percentomusica e collaboratore negli anni con artisti del calibro di Vitalij Kuprij (Artension, Transiberia Orchestra), Kee Marcello (Europe) e Mark Boals (Malmsteen, Ring Of Fire).
I vari brani, che inizialmente ci erano sembrati semplicemente interessanti o ben riusciti, si arricchiscono di un significato più profondo e contribuiscono alla costruzione di un finale degno per l’intera saga.

Un disco ben realizzato, dunque, che esprime il suo potenziale massimo proprio come capitolo conclusivo di un lavoro più ampio e che, se ascoltato isolatamente o fuori contesto, rischia a nostro parere di perdere parte della propria identità. Un difetto sicuramente veniale, che non inficia il buon voto assegnato, ma che vuole rappresentare soprattutto un consiglio per l’ascolto.

TRACKLIST

  1. No one can stop me
  2. For the last general
  3. Now I know your name
  4. Me before you
  5. Only one
  6. Real love is forever
  7. The last secret
  8. Sweet Devil's eyes act 1
  9. Sweet Devil's eyes act 2
  10. Whisper your voice
  11. The Final conflict
  12. Together again
  13. Asunaki Tabi
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