GADGET – Coerced

Pubblicato il 28/04/2026 da
voto
7.0
  • Band: GADGET
  • Durata: 00:13:42
  • Disponibile dal: 08/05/2026
  • Etichetta:
  • De:Nihil Records

È da diverso tempo ormai che la costanza discografica non è più di casa per i Gadget, fra gli esponenti più illustri – insieme a Nasum e Rotten Sound – del ‘boom’ grindcore scandinavo di inizio millennio (basti pensare ai due ottimi album pubblicati da Relapse fra il 2004 e il 2006), e poi protagonisti di un percorso artistico così dilatato e centellinato da portare molti a dimenticarsi di loro.
Di fatto, era trascorso un decennio fra il mini-classico “The Funeral March” e il terzo full-length “The Great Destroyer”, e lo stesso ha finito per verificarsi con il successore di quell’insperato comeback del 2016, anticipato solo da un singolo digitale e da uno split con i vicini di casa Retaliation (risalenti entrambi al periodo pandemico, oltretutto).

Tempistiche di lavorazione a parte, “Coerced” non impiega comunque molto a sottolineare la capacità della band di Gävle di essere efficace e rilevante anche a distanza di anni dal suo picco espressivo, presentando una tracklist tanto fulminante quanto ricca di vibrazioni e sfumature; un viaggio in treno durante il quale i colori del paesaggio fuori dal finestrino finiscono per accendersi e mescolarsi, un po’ come quelli dello sgargiante artwork di Caroline Harrison (Pyrrhon, Seputus, Yautja), a riprova di come quello del quintetto – rivitalizzato dall’ingresso della cantante Emilia Henriksson e del chitarrista Kristofer Jankarls – sia un linguaggio ibrido e cangiante per natura.
La base, com’è ovvio che sia, è rappresentata dalla componente grind tout court, ma è un attimo prima che il vasto background musicale del progetto emerga sotto forma di disperati influssi crust, death-black e sludge; un terreno in cui la variazione tonale e ritmica è sempre dietro l’angolo, reso ancora più negativo dallo scream della Henriksson e in grado di sprofondare definitivamente nel baratro all’altezza di un episodio come “False Pulse”, cinque minuti durante i quali i Nostri giocano con il drone ambient un po’ come fatto dai Pig Destroyer nei momenti più sperimentali della loro carriera.

Ispirato, dinamico e curato minuziosamente a livello di suoni, “Coerced” è quindi una prova importante per i Gadget, sebbene il formato EP possa trarre in inganno e spingere qualcuno a vederlo come un ritorno interlocutorio: da un lato, si ha infatti la conferma di un songwriting vitale e coinvolgente, degno portavoce di una scena resa grande a suo tempo da lavori come “Exit”, “Shift” e “Violence Spreads Its Drape”; dall’altro, grazie ai suddetti innesti in line-up, segna l’inizio di un nuovo, promettente capitolo, il quale – ce lo auguriamo tutti – possa vedere gli svedesi muoversi a ritmi più celeri senza incidere sulla qualità della proposta.
Un ‘bentornati’ non glielo toglie nessuno.

TRACKLIST

  1. Nonsense
  2. No Sense of Self
  3. What Doesn't Serve You
  4. Gnistan
  5. Funerary Rites
  6. Flatline
  7. False Pulse
  8. Violently Silent
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