GALIBOT – Euch’Mau Noir Bis

Pubblicato il 10/02/2026 da
voto
7.5
  • Band: GALIBOT
  • Durata: 00:31:48
  • Disponibile dal: 20/02/2026
  • Etichetta:
  • Les Acteurs De L'Ombre Productions

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Per quanto ci riguarda, con questo “Euch’Mau Noir Bis”, i transalpini Galibot vincono a mani basse il premio per la categoria ‘concept più originale di tutti i tempi (o quasi)’ in ambito black metal. In più di trent’anni da seguaci della Nera Fiamma, infatti, non ci era mai capitato di imbatterci in una band che avesse, alla base del suo operato, la narrazione della storia mineraria del proprio luogo di appartenenza (in questo caso, il nord della Francia): questo, invece, è ciò che ci propongono i Nostri, in modo, peraltro, assolutamente convincente, serio e ben documentato, come certificato dai testi dei vari brani, davvero intensi e ben scritti.
Se invece siete incuriositi anzichenò dalla presenza del termine ‘bis’ all’interno del titolo di questa opera, il motivo è presto detto: questo lavoro non è altro che la riproposizione, riregistrata, riarrangiata e rivisitata (con l’aggiunta del brano “Schlamms”, proveniente da un precedente demo e anch’esso riregistrato) dell’album di debutto dei Galibot, intitolato (ovviamente) “Euch’Mau Noir” e pubblicato in modo indipendente nel 2024.

Evidentemente, la band crede molto in queste canzoni, ed ha voluto approfittare dell’opportunità garantita dall’accordo di distribuzione sottoscritto dalla loro etichetta con Season Of Mist per dargli la giusta esposizione, valorizzandoli al meglio attraverso un restyling che non va minimamente a intaccare l’essenza delle versioni originali: sebbene questa nuova edizione si giovi di un suono decisamente più pieno e professionale e di arrangiamenti più maturi e focalizzati, infatti, la primigenia essenza oscura e ‘polverosa’ è stata preservata, dando senso compiuto all’intera operazione.
Come avevamo già avuto modo di constatare nel 2024, il black metal atmosferico propostoci dai Galibot si può collocare a metà strada fra le tendenze più moderne del genere (Mgla, Gaerea e Regarde Les Hommes Tomber, fra gli altri) e altre più classiche (ultimi Drudkh, Forteresse e Misþyrming); ne deriva un sound grumoso, denso ma, al contempo, anche raggelante, grezzo e abrasivo, ottimamente rappresentato dall’incedere plumbeo dell’intensa e trascinante opener “Cheval De Fosse”.

La musica dei transalpini è profondamente ‘guitar-oriented’: spetta, infatti, alle chitarre di Thomas Deffrasnes tratteggiare gli impenetrabili sfondi color antracite e le preziose venature minerali che caratterizzano il dipanarsi dei brani, fra riff soffocanti e intarsi melodici ben congegnati.
Ottima anche la prova vocale della cantante Diffamie, mentre molto solida risulta la prestazione della sezione ritmica (costituita dal bassista Clément Joly e dal batterista Robin Grabmann), abile a conferire al sound generale la compattezza e la monoliticità necessarie.
La drammaticità di fondo del sound dei Galibot esplode in tutta la sua mortifera desolazione nelle riuscite “Courrièrs”, “Les Nords” e “Schlamms”, ma i nostri risultano convincenti anche quando le cose si fanno più feroci, come in “Terre D’Euch Mau” (il brano più lungo e articolato del lotto, oltre che autentica gemma dell’intero lavoro) o più epiche e asciutte, come in “Barbara”, ma è l’intero “Euch’Mau Noir Bis” a convincere per concretezza, emotività e profondità concettuale, autentico valore aggiunto di un album che magari non riscriverà le regole del genere, ma che riesce ad emergere dalla massa grazie alla sua incontrovertibile e distinguibile personalità. Promossi senza riserve.

TRACKLIST

  1. Les Galibots
  2. Cheval De Fosse
  3. Courrières
  4. Barbara
  5. Les Nords
  6. Terre D’Euch Mau
  7. Le Galibot
  8. Schlamms
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