7.0
- Band: GALNERYUS
- Durata: 01:04:34
- Disponibile dal: 25/09/2024
- Etichetta:
- Warner Music Spain
Dal lontano 2003, anno di pubblicazione del disco d’esordio “The Flag Of Punishment”, ne hanno fatta di strada i power metaller giapponesi Galneryus che, con questo nuovo “The Stars Will Light The Way”, toccano addirittura quota sedici dischi in studio.
Parliamo di una band capace di forgiare un sound molto debitore verso il power metal melodico di scuola europea e di band quali Dragonforce, Rhapsody e Sonata Arctica, con la tradizione orientale di un paese, il loro, che ben conosciamo in particolare per tutto ciò che riguarda manga e anime, con quelle sigle rimaste nei cuori di molti di noi, soprattutto per chi ha vissuto nella propria giovinezza l’epoca degli anni Ottanta e Novanta.
Ad un primo impatto potrebbe sembrare che la musica contenuta in questo nuovo lavoro segua pari pari l’impatto power esplosivo che ha sempre caratterizzato la carriera della band, e il tutto sembra essere confermato da un’apertura tumultuosa e diretta: essa esplode dalle casse con l’accoppiata composta da “The Reason We Fight” e “Lost in the Darkness”, dove le chitarre scorrono rapidissime grazie alla tecnica elevata del bravo e storico chitarrista giapponese Syue, ed i ritmi sono scroscianti.
Scopriamo però, con l’andare dell’ascolto, un impatto molto più dinamico e multiforme per la band di Osaka: ecco quindi arrivare “Finally, It Comes!”, perentoria e possente, con il basso di Taka che scandisce i ritmi prima di lasciar spazio ad un refrain più accelerato dove si esalta un gran bel ritornello cantato dall’ugola di Masatoshi Ono, che può salire su note elevate e ad un intermezzo strumentale che molto deve al prog rock. Che pezzo!
E non è certo da meno la lunga “Heartless”, la quale per otto minuti riesce a trovare spunti interessanti con una partenza orchestrale che ci rimanda inevitabilmente ai nostri Rhapsody, per presentare poi al suo interno molti cambi di tempo, tra i quali si fanno riconoscere un passaggio di pianoforte di stampo jazz, qualche momento più soft e sognante e le solite accelerazioni accompagnate da melodie vocali intriganti e dal sapore orientale.
Il lavoro del tastierista Yuhki prosegue anche nella power ballad “Crying For You”, impegnato ai suoi tasti d’avorio con un assolo davvero squisito. Ed il brano, pur nella sua semplicità, riesce a conquistare grazie anche ad un finale arioso, con dei cori che esplodono con vigore duettando con la voce solista. Qualche rimando agli Stratovarius di “Hunting High And Low” compare sulle note di “Voice In Sadness”, pezzo più catchy, anche grazie agli intrecci tra tastiere e chitarra tipici della band che fù di Timo Tolkki.
Musica classica, con strumenti ad arco, fanno da apertura a “I Believe”, suite conclusiva – alla quale si aggiunge, in conclusione, l’outro “Life Will Go On”, di ben oltre undici minuti; un brano articolato dove la componente orchestrale la fa da padrona, trovando un buon equilibrio con il power irruento dei Nostri che, arrivati a questo punto della loro carriera, dimostrano di possedere tutta l’esperienza per addentrarsi in composizioni così complesse, uscendone comunque con classe.
Con “The Stars Will Light The Way” il fascino del power metal europeo, unito alla tradizione nipponica ed impreziosito da una tecnica elevata, trova il suo massimo splendore e conferma ancora una volta i Galneryus tra le band più interessanti in ambito power metal melodico.
