GALVANIST – The Silence Between Stars

Pubblicato il 02/06/2026 da
voto
7.5
  • Band: GALVANIST
  • Durata: 00:39:23
  • Disponibile dal: 27/05/2026
  • Etichetta:
  • ATMF

Leggendo la biografia dei Galvanist, una delle cose che suscita maggiore interesse è sicuramente il loro luogo di origine. Se è vero che non si dovrebbe mai giudicare un disco dalla copertina, né tantomeno cadere nei pregiudizi, risulta quantomeno curioso trovarsi di fronte a una band del Montana — più precisamente Bozeman, che i più attenti ricorderanno per il gruppo noise-rock di culto Steel Pole Bath Tub — dedita a un genere che mescola doom e black metal, dal taglio visivo e concettuale piuttosto cupo e freddo.
Con un solo album all’attivo, il quartetto americano pubblica questo “The Silence Between Stars” (originariamente autoprodotto) grazie al prezioso intervento della sempre attenta ATMF, che scongiura il rischio di farlo cadere nella marea di uscite a cui siamo ormai abituati; il che sarebbe stato un vero rammarico, vista la qualità espressa in questi quaranta minuti.

Sebbene la musica dei Galvanist si possa effettivamente inserire nel filone suggerito, lo spettro sonoro è ben più vario e coerente con il panorama geografico e sociale della loro area di origine, inglobando la pesantezza e l’attitudine sludge che richiama in parte il suono di band come Minsk e Rwake, inserita in un contesto che mescola black metal e sprazzi di death metal moderno e dissonante.
Il tutto è costruito su brani dalla durata che non scende mai sotto gli otto minuti, nei quali emerge una chiara anima progressiva, sempre alla ricerca di un’antitesi tra claustrofobia e luce, figlia del pensiero di Georges Bataille — fulcro del tema lirico del gruppo — secondo cui l’essere umano non è guidato solo dalla ragione, ma anche da impulsi irrazionali e distruttivi.
Descrivere ciò che accade nei vari brani non è affatto semplice, in quanto ogni parte fluisce nella successiva in maniera coerente con la narrazione sonora, passando da momenti quasi melodici e progressivi, figli dei Mastodon più atmosferici, ad altri più serrati, in cui il tutto accelera e il senso di urgenza cresce, come nella splendida “Atrophy”.
Spesso le due dimensioni coincidono, creando momenti evocativi e dalle eleganti trame chitarristiche sorrette da blast-beat ossessivi, come dimostrato in “Dreich”, forse il brano migliore del lotto.

I Galvanist convincono anche quando tirano fuori la loro anima più estrema e nera in “Hauntology”, ottimo esempio di riff di scuola black metal alternati a rallentamenti doom fangosi e ben orchestrati da un lavoro solista curato e mai banale; oppure nella conclusiva “Spiorad”, in cui la densità di cambi d’umore aumenta tra black metal atmosferico, tastiere appena accennate ma efficaci e fraseggi continui, che defluiscono verso la fine senza intoppi e senza risultare stucchevoli.
Il pregio più evidente è infatti il saper concedere alla loro musica il tempo e lo spazio necessari per respirare e svilupparsi, senza interrompere bruscamente il flusso narrativo né riempire i brani di ripetizioni superflue.
La combinazione di precisione e sicurezza nella scrittura permette alle composizioni di evolversi attraverso riff, melodie, atmosfere e passaggi, continuando al tempo stesso a rivelare nuove sfumature e stratificazioni, evidenziate dall’ottimo lavoro di produzione di Kevin George.
Questo consente alla band di catturare e mantenere l’attenzione anche in brani da dieci minuti, densi ma arricchiti da dettagli evocativi e alimentati da un’energia e una passione travolgenti.

“The Silence Between Stars” è un un vero e proprio tour de force che continua a offrire nuove scoperte a ogni ascolto: un’opera massimalista ed espansiva, ma allo stesso tempo contemplativa e profondamente intima. Insomma, una vera sorpresa.

TRACKLIST

  1. Bornless
  2. Atrophy
  3. Dreich
  4. Hauntology
  5. Spiorad
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