GGGOLDDD – This Shame Should Not Be Mine

Pubblicato il 13/05/2022 da
voto
7.5
  • Band: GGGOLDDD
  • Durata: 00:42:53
  • Disponibile dal: 01/04/2022
  • Etichetta:
  • Artoffact Records

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Presentato in anteprima al Roadburn Redux del 2021, l’edizione pandemica in streaming del celebre festival olandese, “This Shame Should Not Be Mine” non è come gli altri dischi fin qui pubblicati dai Gggolddd (prima noti come Gold, il gruppo ha esteso il nome per mere ragioni di non confondibilità quando ricercato online). Si tratta di un racconto molto intimo, in prima persona, della cantante Milena Eva riguardo alle violenze subite da un precedente compagno, una ferita che solo molti anni dopo averla subita è riuscita a metabolizzare pienamente, ad affrontare lucidamente e infine comunicare all’esterno. La delicatezza del tema conduce a un album dalle caratteristiche molto differenti da un “Why Aren’t You Laughing” o un “Optimist”, pubblicazioni che avevano portato il sestetto orange a una platea trasversale, dagli appassionati di dark rock ai metalhead puri, grazie a una miscellanea pressoché unica di tensione, dolcezza e sperimentazione. Per “This Shame Should Not Be Mine” le carte sono sparigliate brutalmente: via quasi per intero gli assalti trascinanti virati al post-black metal, i crescendo chitarristici trainati dagli incroci delle variopinte ed enfatiche chitarre, i guizzi vocali più irruenti e prolungati; al centro ci sono i sintetizzatori e le tonalità ambient, ad opera dell’altro mastermind Thomas Sciarone, la metà artistica e nel quotidiano della straordinaria interprete vocale.
La voce di Milena si abbassa nei toni, si concede molte pause, una serietà che già le conoscevamo e stavolta, comprensibilmente, si acuisce. Tappeti elettronici, percussioni digitali, pulsazioni intermittenti e un algido alone di tristezza si impossessano della musica dei Gggolddd, che rappresentano il dramma della propria cantante in una specie di sinfonia moderna, tagliente e angosciante; il minimalismo del trip-hop prende spesso il sopravvento, spoglia di energia il suono, ci conduce a una cruda sensazione di malessere e rassegnazione. I contrasti tra la voce e i saliscendi strumentali portano a una contenuta asprezza, un combattersi e ricercare l’unione, tra momenti rigonfi di passione e altri abbattuti, portati verso il basso, a un rimuginare negatività. Una tracklist labirintica e frammentaria quella di “This Shame…”, spaccata in episodi che solo in minima parte si concedono a un’assimilazione relativamente veloce. Pensato per essere fruito in un’unica soluzione, come un continuum diviso in capitoli che solo tutti assieme prendono pienamente senso, l’album poco concede a vibranti cavalcate come le passate “Taken By Storm” oppure “I Do My Own Stunts”.
A colpire duro nell’animo ci pensano note lievissime, come l’intrecciarsi di arpeggi e rarefatta elettronica di “Invisible” e “I Won’t Let You Down”, la gelida orecchiabilità del primo singolo “Notes On How To Trust”, le lame degli archi digitali nella titletrack. Un’esperienza non facile, quella dell’ascolto da cima a fondo di “This Shame Should Not Be Mine”, portatore di una cupezza superiore a quella di altre uscite molto più estreme per pesantezza, volumi e (apparente) carico di negatività. Il livello compositivo ed esecutivo del gruppo rimane notevole, togliendo l’aspetto visuale che ci aveva ammaliato nella visione del Roadburn Redux qualcosa si perde, vero, però per i Gggolddd questo disco non è affatto un passo indietro. Per veemenza metallica e minore impegno, gli preferiamo il trittico precedente; per chi al contrario ama sperimentazione, introspezione e crogiolarsi nell’afflizione, questo potrebbe essere il clou dell’anno discografico.

 

TRACKLIST

  1. I Wish I Was a Wild Thing With a Simple Heart
  2. Strawberry Supper
  3. Like Magic
  4. Spring
  5. Invisible
  6. I Won't Let You Down
  7. Notes on How to Trust
  8. This Shame Should Not Be Mine
  9. On You
  10. Beat By Beat
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