GHOLD – Pyr

Pubblicato il 25/05/2016 da
voto
7.0
  • Band: GHOLD
  • Durata: 00:55:13
  • Disponibile dal: 06/05/2016
  • Etichetta:
  • Ritual Productions
  • Distributore: Audioglobe

La via inglese allo sludge si arricchisce senza dubbio di un ulteriore baluardo. I Ghold, power duo londinese, consolidano infatti la loro posizione nella scena con questo terzo capitolo discografico, un lavoro che si distingue sicuramente per potenza e ignoranza; e ricordatevi sempre che su queste pagine, e specialmente per chi vi scrive, il secondo sostantivo rappresenta spesso un complimento di per sé. “Collusion With Traitors” apre l’assalto sonoro a colpi di una batteria dalle ritmiche rallentate ma selvagge, su cui il basso costruisce trame angoscianti; i due strumenti inseguono i reciproci crescendo con forza, permettendo alla voce di emergere come un fumo mefistofelico e acidissimo. Ad aumentare l’atmosfera lisergica contribuiscono enormemente i fraseggi di synth/teremin che prendono il sopravvento nella seconda parte del brano, che coi suoi undici minuti di durata segna la direzione complessiva tracciata in questo “Pyr”: cinque suite di lunghezza variabile debitrici tanto verso lo sludge, quanto nei confronti dello space rock più stonato. I riferimenti più immediati sono nella strada che, idealmente, unisce i loro conterranei Conan ai nostri Ufomammut. Parliamo di quei paesaggi lisergici e aggressivi insieme che favoriscono il colpo di frusta sul ritmo della batteria (“Blud”), che parlano quasi il linguaggio dei film horror per quanto il basso diventa oppressivo (“CCXX”) o che, semplicemente, ci portano su un altro pianeta a base di hashish e mescalina. E’ questo il risultato inevitabile quando ci immergiamo nella lunghissima e avvolgente “Despert Thrang”, dove il campionario viene sciorinato per intero: un paio di riff come escono solo dagli amplificatori della Orange, una linea di basso pulsante che pare omaggiare “One Of These Days” dei Pink Floyd, o meglio trasfigurarla verso il lato (ancora più) oscuro, la batteria che percorre tutto lo spettro del marciume; il tutto racchiuso da un lungo drone iniziale che, quando torna specularmente sul finale, ci spazza la faccia come una tempesta nel deserto. Servono alcuni ascolti prima di apprezzare del tutto l’estrema lunghezza dei brani, ma se siete amanti del genere il nuovo album dei Ghold vi conquisterà senz’altro.

TRACKLIST

  1. Collusion With Traitors
  2. Blud
  3. CCXX
  4. Despert Thrang
  5. Something Of Her Old Fire (CD Bonus Track)
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