GHOST BRIGADE – IV – One With The Storm

Pubblicato il 18/11/2014 da
voto
7.5
  • Band: GHOST BRIGADE
  • Durata: 01:06:12
  • Disponibile dal: 07/11/2014
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

“Guided By Fire”, “Isolation Songs”, “Until Fear No Longer Defines Us”…e oggi questo nuovo “IV – One With The Storm”: i finlandesi Ghost Brigade continuano a non sbagliare un colpo, inanellando l’ennesimo validissimo grano ad una collana discografica fin qui di tutto rispetto e ammirazione. E’ vero, avevamo trovato il precedente lavoro poco meno convincente della prima doppietta di album, ma la limitazione di “Until Fear No Longer Defines Us” non era di quelle gravi, bensì solo un lieve storcere il naso dovuto a ripetizioni di soluzioni e approccio compositivo che iniziava a stancare un pochetto, soprattutto in previsione futura. I Nostri, che sono ragazzi perspicaci e non certo fermi sulle loro posizioni, hanno usmato il pericolo e si sono messi di buzzo buono nel cercare di comporre un platter più variegato, diverso e per certi versi innovativo, ovviamente se paragonato alla loro precedente carriera. Non più due anni, ma tre, sono trascorsi tra un disco e l’altro, segnale evidente che la scrittura delle nuove canzoni ha necessitato di più tempo e maggior riflessione; l’accentuata profondità della tracklist che compone “IV – One With The Storm” è evidente fin dai primi ascolti, quando arrangiamenti più curati del solito e strutture più complesse e meno scontate si fanno largo tra le orecchie dell’ascoltatore, senza peraltro assolutamente dare l’idea di una rivoluzione di sonorità, anzi! Tutte le caratteristiche che hanno reso molto apprezzabili i Ghost Brigade sono presenti: troviamo infatti la malinconia e la decadenza tipica del metal atmosferico finnico, con chiaramente più di un tocco Katatonia che non guasta mai; il groove potente e ondeggiante delle formazioni post-core; la freschezza dinamica ed epica alternata a passaggi cupissimi e introspettivi fino al midollo; il gioco sempre ben studiato della doppia voce di Manne Ikonen, in growl strozzato e disperato nei momenti più enfatici e in pulito nasale e quasi grunge-reminding in quelli pacati. Oltre a ciò, dobbiamo aggiungere, quali valori aggiunti a questa release, il nuovo uso, leggermente più invasivo e inficiante, delle tastiere e dei synth di Joni Vanhanen, new entry della formazione al pari del bassista Joni Saalamo, quest’ultimo sostituto dell’ex-titolare Janne Julin: Vanhanen dona prospettive mai avute alle divagazioni atmosferiche della band, inserendo sample, suoni e ariosità che, a lungo andare, penetrano lentamente nella muraglia di chitarre e batteria facendole rivivere sotto un’altra luce, più interna ed enfatica. Sembra quasi rinato anche il drummer Veli-Matti Suihkonen, resosi autore di pattern più movimentati e leggermente più in vista rispetto al passato. Il lotto di canzoni, quindi, risulta così sia compatto che parecchio definito, con brani che hanno peculiarità diverse uno dall’altro e che si susseguono emozionanti e, a tratti, sorprendenti. L’opener “Wretched Blues”, ad esempio, svolge benissimo la sua mansione di apripista, avendo un tiro ed un groove trascinanti; segue la stupenda “Departures”, dove i Ghost Brigade sfoderano la loro attitudine dolciastra e single-oriented, forse facendo troppo da vicino il verso ai vicini di casa Amorphis ma anche concependo un pezzo incredibile; “Aurora” è il brano scelto per anticipare l’album e si posiziona a metà strada tra i primi due, altro centro. Da “Disembodied Voices” in avanti, i Nostri iniziano poi ad esplorare terreni e soluzioni a piacimento, rivelandosi maestri nel manipolare strutture anche lontane dalla forma-canzone, così come episodi di lunga durata – “Electra Complex” dura più di dieci minuti. E si arriva in fretta alla fine, nonostante il lavoro si assesti oltre l’ora di durata: “The Knife” ci stende con la sua potenza, “Long Way To The Graves” ci affascina con la sua depressa eleganza e la conclusiva “Elämä On Tulta” ci esalta grazie al suo magniloquente crescendo ossessivo. Dunque i Ghost Brigade si tirano fuori abilmente e rapidamente dalla mezza buca di stagnazione in cui erano finiti tre anni fa e ci regalano probabilmente, ad oggi, il loro lavoro più riuscito, maturo ed appagante. Si va sul sicuro!

TRACKLIST

  1. Wretched Blues
  2. Departures
  3. Aurora
  4. Disembodied Voices
  5. Electra Complex
  6. Stones And Pillars
  7. Anchored
  8. The Knife
  9. Long Way To The Graves
  10. Elämä On Tulta
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