GHOST IRIS – Anectodes Of Science & Soul

Pubblicato il 06/03/2015 da
voto
7.0
  • Band: GHOST IRIS
  • Durata: 00:42:58
  • Disponibile dal: 23/02/2015
  • Etichetta: Prime Collective
  • Distributore:

All’interno di quella vera e propria fucina di metallo che è la scena scandinava, la Danimarca ha sempre mantenuto un basso profilo per quanto concerne la quantità di band esportate, soprattuttose parliamo di modern metal, -core e affini. Se ne i primi anni 2000 abbiamo avuto l’esplosione di band quali Mnemic o Hatesphere, nel periodo recente le acque sono rimaste decisamente più tranquille, volendo togliere dal mucchio i redivivi Raunchy. Per questa serie di motivi siamo rimasti piacevolmente colpiti dalla comparsa di questa giovane band di Copenhagen che si diletta in un progressive metalcore melodico che sembra andare per la maggiore di questi tempi (si guardi il successo immediato che band quali Oceans Ate Alaska o I, The Breather stanno ottenendo), ma che comunque riesce a distinguersi dalla massa per la bontà del proprio songwriting, e per un sound solido, chiaro e mai caotico, problema molto comune all’interno della sempre affollata scena djent. I ragazzi pestano quasi sempre come dei fabbri, e macinano riff ficcanti e quadrati con una facilità palpabile. La giovane età sembre non influenzarli completamente, data l’apparente dimestichezza con la quale I Nostri si muovono all’interno dei sopracitati territori. Le architetture di brani quali “Influx” o la successiva “Phalanx” ricordano un mix coraggioso tra Veil Of Maya e maggiori realtà screamo quali Alexisonfire, principalmente per gli sconfinamenti in clean del singer Jesper, dalla timbrica forse po’ troppo adolescenziale nei frangenti più “emo”. Abbiamo gli arpeggi sognanti di “Immaculate”, il groove stoppato di “Dream Catching A Nightmare”, la facinorosità Meshugghiana di “Parallel Passage” e altro ancora. Notiamo con piacere che il costante contrasto tra pesantezza e ariosità nelle qui presenti tracce è quasi sempre ben bilanciato, riuscendo ad intrattenere l’ascoltatore in maniera efficace. Per essere un debut, e nonostante il lampante debito verso compagini quali Volumes, Erra e compagnia bella, i ragazzi sembrano aver già le idee chiare su come muoversi e dove andare, non volendo assolutamente essere un’altra copia-carbone. Riconosciamo la bontà del lavoro dei danesi, il quale risulta piacevole e sufficientemente personale dall’inizio alla fine, e come unico appunto che ci sentiamo di muovere, possiamo citare l’eccessiva ricerca del passaggio in pulito a tutti i costi, il quale a volte azzoppa il pezzo proprio quando sembra stia per spiccare il volo. Siamo molti contenti di poter constatare come la scena -core danese sia in lenta ma costante crescita, il che ci fa ben sperare per il futuro della musica da noi prediletta, .

TRACKLIST

  1. Dreamless State
  2. Influx
  3. Phalanx
  4. Immaculate
  5. Dream Catching A Nightmare
  6. Magenta Pt. 1: Perfect Symbiosis
  7. Magenta Pt. 2: Astral Projection
  8. Parallel Passage
  9. Euphoric State
  10. Everlasting Bliss
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