GHOST – Popestar

Pubblicato il 22/09/2016 da
voto
7.0
  • Band: GHOST
  • Durata: 00:23:34
  • Disponibile dal: 16/09/2016
  • Etichetta: Spinefarm
  • Distributore: Universal

I Ghost replicano la formula già utilizzata in passato con l’EP “If You Have Ghost”, proponendo cinque tracce tra cui un inedito e quattro cover di artisti che niente hanno a che fare con il mondo del metal. Nel caso degli Echo and The Bunnymen ci troviamo comunque in territori affini, ovvero quelli oscuri e sognanti della dark wave: in “Nocturnal Me” l’intervento di Papa Emeritus e dei suoi Ghouls punta ad irrobustire e ‘metallizzare’ il brano, pur rispettandone l’animo delicato, e si tratta sicuramente della trasformazione più riuscita tra quelle presentate in questo disco, nella quale il trademark della band è particolarmente chiaro. Rimaniamo saldamente negli anni ’80 anche con “Missionary Man” e “Bible”. La prima è un successo minore degli Eurythmics, che mischia i classici ritmi synth pop cari al duo londinese con influenze R&B e calde sonorità afroamericane. L’armonica e i cori femminili presenti sull’originale vengono mantenuti dagli spettri svedesi, che aggiungono un lugubre organo e partiture chitarristiche più pesanti rispetto agli altri brani del disco (con sonorità vicine all’industrial). La seconda ci porta in Svezia con gli Imperiet, un gruppo che ha riscosso un buon successo in madrepatria (mentre all’estero è passato quasi inosservato). Esistono due versioni dell’originale, una leggermente più movimentata, cantata in svedese – “Bibel” – e un’altra con testo inglese, più americanizzata e radiofonica. In entrambi i casi si tratta comunque di pop rock piuttosto trascurabile. Qui i Nostri si limitano ad inserire elementi gospel nel ritornello e a svecchiare il sound, mantenendo però la struttura pop rock piuttosto zuccherosa dell’originale; il cantato – in linea con il sound pulito del pezzo – ci mostra un Papa Emeritus diverso dal solito. L’esperimento può, nel complesso, ritenersi riuscito, anche se il brano alla lunga potrebbe diventare insopportabile. Con “I Believe” facciamo un salto avanti nel tempo di un paio di decadi, piombando negli anni 2000, anche se va detto che l’elettronica proposta dal duo inglese ha un sapore decisamente retrò: l’arrangiamento della cover è più soft e ne risulta un brano dall’aura solenne ed eterea, ripulito dagli elementi dance, a discapito però del groove presente nella versione dei Simian Mobile Disco. Il risultato è molto buono, ma l’originale resta in questo caso un gradino al di sopra. Abbiamo volutamente lasciato per ultima la traccia che è invece posta in apertura perché, trattandosi dell’unico brano originale delle release, merita un discorso a parte. “Square Hammer” è il tipico brano à la Ghost, luciferino quanto basta, ruffiano e melodico, che si stampa in testa dal primo ascolto. Come al solito l’effetto ‘easy and catchy’ nasconde in realtà grande abilità tecnica e di songwriting, e le diverse influenze dei Nostri si fondono perfettamente in un vibrante caleidoscopio chiaroscuro. Se il buon giorno si vede dal mattino, il prossimo album si preannuncia brillante. Tentare di etichettare i Ghost incasellandoli in un genere preciso è difficile e francamente superfluo, e il fatto che amino sorprendere i propri fan mostrando il loro lato più pop – divertente e divertito – come in questo EP dimostra che la loro forza sta nell’essere uno tra i gruppi più trasversali della scena metal odierna.

TRACKLIST

  1. Square Hammer
  2. Nocturnal Me (Echo And The Bunnymen cover)
  3. I Believe (Simian Mobile Disco cover)
  4. Missionary Man (Eurythmics cover)
  5. Bible (Imperiet cover)
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