GHOST SHIP OCTAVIUS – Delirium

Pubblicato il 07/03/2019 da
voto
7.5
  • Band: GHOST SHIP OCTAVIUS
  • Durata: 00:58:51
  • Disponibile dal: 22/02/2019
  • Etichetta: Mighty Music
  • Distributore: Audioglobe

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Nati nel 2012 dall’incontro tra il chitarrista Matthew Wicklund (ex God Forbid), il batterista Van Williams (Nevermore), e il cantante/chitarrista Adōn Fanion, i Ghost Ship Octavius giungono al secondo album in studio dopo un apprezzato debutto omonimo pubblicato nel 2015.
Stilisticamente il trio riprende una fetta considerevole delle caratteristiche sonore dei Nevermore: queste sono in parte riconducibili alla presenza di Williams, naturalmente, ma ricordiamo che anche Wickland ha avuto modo di collaborare con il compianto Warrel Dane all’epoca di “Praises To The War Machine”. Al tempo stesso però, i Ghost Ship Octavius riescono anche ad affrancarsi dal ruolo di epigoni dei Nevermore, grazie ad un ventaglio di colori ampio, riconducibile al progressive dei Queensryche o alle melodie dei Kamelot.
Fanion si conferma cantante molto dotato, capace di essere espressivo sia nei passaggi più drammatici che in quelli più rabbiosi, con un timbro che talvolta ricorda quello di Dane stesso, ma senza quella disperata intensità che caratterizzava le linee vocali dei Nevermore. Il drumming di Van Williams resta un garanzia, in perfetto equilibrio tra potenza e dinamica. Lo stile di Wicklund, invece, si differenzia parecchio rispetto a quello di Jeff Loomis: se quest’ultimo, infatti, riusciva a risultare affilato e chirurgico, grazie alla sua tecnica sopraffina, Wicklund, che pure non difetta di capacità esecutive, opta per melodie oblique, spesso malinconiche, più canoniche se vogliamo, ma dotate di un’innegabile efficacia. E’ il caso, per fare un esempio, di “Turned to Ice”, che rappresenta al meglio quanto descritto fino ad ora, oppure “Ocean Of Memories”, dalle melodie più ariose e aperte, impreziosite da tastiere cristalline, che spesso vanno a completare il sound del gruppo, giocando un ruolo importante nell’economia dell’album. Non meno importante, in questo senso, l’alternanza tra chitarre heavy e momenti riflessivi ed acustici, come in “Delirium”, “The Maze” o la pregevole “Chosen”, che ci riporta alla mente pagine di grande intensità come “The Heart Collector” o “Believe In Nothing”.
Se volessimo circoscrivere i due episodi più riusciti, però, la nostra scelta cadrebbe su “Saturnine”, brano incisivo, giocato su un riffing martellante e con una efficace linea melodica; e soprattutto “Edge Of Time”, composizione sfaccettata, dalle atmosfere maestose ed epiche, che rappresenta la sintesi delle potenzialità dei Ghost Ship Octavius.
Un album assolutamente consigliato, quindi, che, se non si può ancora considerare come un punto di arrivo, segna un netto passo nella giusta direzione, consegnandoci una formazione sempre più consapevole delle proprie potenzialità e dei propri mezzi.

TRACKLIST

  1. Turned To Ice
  2. Ocean Of Memories
  3. Saturnine
  4. Delirium
  5. Ghost In The Well
  6. Chosen
  7. Edge Of Time
  8. Far Below
  9. The Maze
  10. Bleeding On The Horns
  11. Burn This Ladder
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