7.0
- Band: GLANCES
- Durata: 00:15:00
- Disponibile dal: 24/08/2014
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E’ con quasi un anno di ritardo sulla sua pubblicazione che riceviamo e recensiamo il primo demo/EP autoprodotto dei bolognesi Glances, giovane e interessante quintetto che propone uno screamo-core dai connotati non originalissimi ma comunque ben costruito e per nulla acerbo. In questi giorni, fra l’altro, è anche uscito il seguito discografico a questo primo vagito, un altro EP autoprodotto intitolato “Desolation”, che speriamo di proporvi in futuro su queste pagine web. Ma andiamo con ordine e occupiamoci del debutto omonimo dei Glances: quattro tracce per un quarto d’ora canonico di durata, che vola via in un lampo seguendo i saliscendi emozionali di una tracklist compatta e poco divagante, che si dipana attraverso episodi dal minutaggio standard (per il genere, si intende) e tutti riusciti, combinando bene un deciso approccio melodico-solistico della coppia di chitarre e l’aggressione disperata di un cantato screamo che più ‘classico’ non si può. L’alternanza di sensazioni è ben bilanciata e misurata, tra sezioni e strofe arpeggiate e semi-acustiche e ripartenze hardcore amarognole e pregne del tipico risentimento lirico che imbeve i testi delle band aderenti alla corrente dell’emotional hardcore. Difficile citare un brano che travalichi gli altri, in quanto il pacchetto di canzoni è realmente equivalente e pareggiato in qualità. Forse la più complessa “Through The Slums” denota una maggiore maturità ed una profondità rampante sulle altre, ma “Conceive The Solstice”, “Love Is A Jail” e “Nought Is All I Want To Be” non sono affatto da meno e preferirne una piuttosto che un’altra è mero compito del gusto personale. Buonissima la produzione di “Glances”, presentante ottimi bilanciamenti e suoni azzeccati per ogni strumento. La monotonia vocale (urla e qualche verso più effettato e/o pacato) per ora, sulla breve distanza, non pesa e non logora l’ascolto e le linee vocali vincenti aiutano a mantenere alta la tensione del platter. Un bell’esordio, dunque, non c’è che dire. Aspettiamo il nuovissimo demo, ora!
